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L'importanza del veleno d'ape

Il veleno d'ape e' universalmente noto per provocare un dolore molto intenso nei soggetti punti dalle api.

La terapia con il veleno d'ape o apitossinoterapia, sfrutta le diverse proprieta' del veleno d'ape a fini terapeutici.

Il valore terapeutico del veleno d'ape o apitossina, è dovuto principalmente alle sue proprietà emorragiche e neurotossiche e nel possedere alti livelli di analgesico ed antinfiammatori. Il veleno d'ape è molto più potente di qualsiasi altro antibiotico sintetico.

Questi sono la causa e gli effetti biologici su cui si basa l’apitossinoterapia per il trattamento e la profilassi di una gran varietà di malattie.

Le proprietà farmacologiche del veleno d'ape, i suoi effetti e le azioni.

L’Apitossina e' composta da diversi enzimi:

  • la  Melittina, rappresenta il 52% dei peptidi del veleno. E' un potente agente anti-infiammatorio che induce l'organismo a produrre il cortisolo. Previene anche la distruzione delle cellule in caso di forte infiammazione. Agisce sul sistema immunitario, pilotando gli anticorpi verso le articolazioni.
  • la Fosfolipasi A2 rappresenta il 10-12% dei peptidi ed agisce come neurotossina. È un enzima che riesce a degradare le membrane cellulari. Provoca anche una riduzione della pressione sanguigna ed inibisce la coagulazione del sangue.
  • l'Adolapina rappresenta il 2-5% dei peptidi, agisce come anti-infiammatorio e analgesico in quanto blocca la cicloossigenasi.
  • il Peptide 401 (2-3%) e' uno dei più potenti anti-infiammatori conosciuti. Agisce sull'ipofisi provocando la produzione di ACTH e quindi di cortisolo.
  • l’Apamina (2%), antinfiammatorio, accresce la produzione di cortisolo nelle ghiandole surrenali. Agisce come neurotossina.
  • le dopamine e noradrenaline rappresentano l'1-2% e provocano l'aumento della frequenza cardiaca.
  • i proteasi-inibitori rappresentano il 2% e agiscono come anti-infiammatori.
  • la ialuronidasi rappresenta l'1-3% dei peptidi, provoca la dilatazione dei capillari che a sua volta è la causa dell'allargamento dell'infiammazione.
  • le istamine rappresentano lo 0,5-2% e sono coinvolte nel meccanismo di risposta allergica.

Il veleno d'ape è molto più forte di qualsiasi altro antinfiammatorio.

Il valore terapeutico del veleno d'ape è dovuto principalmente alle sue proprietà neurotossiche.

Goccia di veleno d'ape
Goccia di veleno d'ape

Effetti del veleno d'ape

I principali effetti del veleno d'ape sono:

  • Dilata i vasi sanguigni, accelera e migliora la circolazione.
  • Ha qualità anticoagulanti; esercita una azione inattivante della tromboplastina nel plasma e nei tessuti,  diminuisce l’attivita’ trombínica.
  • Ha forti effetti emorragici (prodotti dalle globuline).
  • Ha proprietà anti-tumorali. Inibisce la proliferazione e induce l'apoptosi nelle cellule tumorali, soprattutto per l'azione della melittina.
  • Influenza l’ipofisi e la corteccia surrenale e stimola la produzione di corticosteroidi endogeni.
  • Ipotensivo (prima di sottoporsi ad apipuntura, il soggetto deve assumere vitamina C o caffeina, per prevenire l’ipotonia).
  • Ha un’azione neurotropica, migliorando il metabolismo del sistema nervoso centrale e periferico.
  • È in grado di eliminare la depressione delle ghiandole surrenali, prodotta dall’azione degli ormoni steroidei.
  • Ha effetto batteriostatico.
  • Ha effetto anestetico locale.
  • Migliora il funzionamento del fegato.
  • Migliora l’attivita’ cerebrale.
  • Cura alcune affezioni del miocardio.
  • Aumenta l'attività fibrinolitica del sangue e può essere utilizzato in pazienti aterosclerotici per rimuovere lo stato pretrombotico e la tromboflebite.
  • Ha azione immunologica nel trattamento delle malattie reumatiche.
  • Ha azione emolitica (prodotta dalla emolisina), leucolítica, plasmolítica e sulla circolazione.
  • Aumenta l’azoto nelle urine.
  • Accelera la respirazione.
  • È tredici volte più potente come antiossidante del flavonoide rutina.
  • Abbassa il colesterolo.
  • Aumenta il metabolismo e stimola vari processi metabolici, come il metabolismo osseo (accelera la saldatura delle fratture), aumenta l'apporto di ossigeno, fornisce calore supplementare.
  • Incrementa l’eliminazione delle tossine accumulate.
  • Aumenta in modo significativo la peristalsi.
  • Inibisce gonfiore e allevia il dolore.
  • Ha un polipeptide con una attività antinfiammatoria 100 volte maggiore dell’idrocortisone.

Indicazioni del veleno d'ape

Queste sono le principali condizioni trattati con veleno d'ape:

  • Spondiloartrite anchilosante.
  • Malattie reumatiche (artrite reumatoide, miopatie, cardiopatie reumatiche)
  • Malattie del sistema nervoso periferico (radicolite lombo-sacrale, infiammazione del nervo sciatico, nevralgia intercostale, polineurite).
  • Ulcerazioni e ferite trofiche atoniche.
  • Vasculopatie chirurgiche (tromboflebite senza suppurazione, arteriosclerosi dei vasi periferici).
  • Asma bronchiale.
  • Emicrania.
  • Ipertensione.
  • Irite e iridociclite.
  • Eczema.
  • Psoriasi.
  • Epilessia.
  • Afta trofica e ferite debolmente granulari.
  • Febbre reumatica acuta.
  • Endocardite.
  • Mialgia e miosite.
  • Sclerosi sistemica diffusa.

    apipuntura con ape viva - terapia con veleno d'ape
    apipuntura con ape viva - terapia con veleno d'ape

Controindicazioni e limiti del veleno d'ape.

È assolutamente controindicato sottoporsi a trattamento con veleno d'ape nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità (o allergia) al veleno d'ape. [*]
  • Diabete.
  • Malattie infettive acute.
  • Tubercolosi.
  • Albuminuria.
  • Malattie mentali.
  • Malattie del fegato e delle ghiandole surrenali in fase di riacutizzazione.
  • Nefrite.
  • Sifilide.
  • Gonorrea.
  • Anemia.
  • Disturbi del sangue o predisposizione al sanguinamento.
  • Deperimento generale dell'organismo.
  • Ulcera gastrica e duodenale con tendenza al sanguinamento.
  • Neoplasie (tumori maligni).
  • Ciclo mestruale (durante e qualche gg. dopo).
  • Malattie cardiache (malattie cardiovascolari croniche, aneurisma aortico, angina pectoris, arteriosclerosi, miocardite).
  • Insufficienza cardiaca di secondo o terzo grado.

Il trattamento non dovrebbe essere applicato nemmeno a soggetti con:

  • Alta temperatura corporea.
  • Stress emotivo.
  • Astenia da insonnia.
  • Insufficienza cardiaca o renale.

[*] Nella terapia con veleno d'ape e' importante sapere se una persona e' ipersensibile o meno alle punture d'ape prima di iniziare qualsiasi trattamento. Per questo si deve eseguire un'analisi del sangue alla ricerca delle IgE specifiche dell'Apis Mellifera. Questa analisi puo' essere prescritta soltanto dal medico specialista in allergologia. Rispetto al semplice test sanguigno, la visita allergologica permette di conoscere se si e' realmente allergici ed in che misura, attraverso dei test cutanei.

Come si usa il veleno d'ape

L’Apipuntura e’ una delle diverse  modalità di trattamento con il veleno d’ape, forse la più nota, perché e’ la più semplice.

pungiglione con veleno d'ape
pungiglione con veleno d'ape

Il veleno d’ape viene utilizzato in cosmesi per la preparazione di creme antirughe o contro le macchie della pelle, ma anche come unguento antireumatico.
Il veleno non penetra la pelle, quindi il suo utilizzo in unguenti e balsami e’ inefficace.

Avvertenze sul veleno d'ape

Tutte le informazioni contenute nel presente articolo NON sostituiscono in alcun modo la diagnosi di un medico, né rappresentano una prescrizione medica.

Prima di sottoporsi a trattamenti di qualsiasi tipo con il veleno d'ape e' opportuno informare il proprio medico di base.

Ai fini della definizione della terapia più adatta al singolo caso clinico, è importante rivolgersi ad un medico, che saprà consigliare una terapia su misura.
L'elenco aggiornato dei medici che praticano l'apiterapia, come terapia sinergica ed integrativa delle terapie classiche, in Italia si trova presso il sito della Associazione Italiana di Apiterapia, che contiene altre informazioni utili sul tema.

L'Apipuntura, che prevede il trattamento con punture di api vive, e' una delle pratiche dell'Apiterapia. La puntura d'ape viene ottenuta appoggiando l'addome dell'ape direttamente sulla pelle.

Apipuntura ed Apiterapia

L'Apipuntura, che prevede il trattamento con punture di api vive, e' una delle pratiche dell'Apiterapia.

apipuntura - veleno d'ape
apipuntura - veleno d'ape

L'Apiterapia e' l'uso di sostanze prodotte da api (come il veleno, propoli, o miele) per il trattamento di varie condizioni mediche, in affiancamento alle terapie della medicina tradizionale.

L'Apipuntura e le altre tecniche

L'Apipuntura e' una delle diverse  modalità di trattamento con il veleno d'api, forse la più nota, perché e' la più semplice.

Il veleno d'api viene utilizzato in cosmesi per la preparazione di creme antirughe o contro le macchie della pelle, ma anche come unguento antireumatico.
Il veleno non penetra la pelle, quindi il suo utilizzo in unguenti e balsami e' inefficace.

L'Apipuntura in pratica

La puntura d'ape viene ottenuta appoggiando l'addome dell'ape direttamente sulla pelle.

L'ape viene trattenuta con le dita, oppure utilizzando una pinzetta.
Se l'ape non punge appena tocca la pelle, basta disturbarla un po'  per farla "arrabbiare" e pungere.

Dopo la puntura, non riuscendo ad estrarre il pungiglione, l'ape si trascina via con le zampe, lacerandosi l'addome.

Apipuntura con api vive
Apipuntura con api vive

Il pungiglione resta conficcato nella pelle e continua a contrarsi, iniettando il veleno. Dopo circa 15 minuti viene rimosso aiutandosi con una pinzetta. Con questa tecnica l'ape muore, ma si ottiene il massimo effetto con una singola puntura.

Apipuntura - Rimozione del pungiglione
Apipuntura - Rimozione del pungiglione

Una diversa tecnica di Apipuntura prevede il salvataggio dell'ape, facendola pungere attraverso una retina metallica.
Non appena l'ape punge, la retina viene sollevata ed il pungiglione si sfila dalla pelle.
Questa tecnica è meno efficace della precedente perché solo una parte del veleno viene iniettata, ma evita che l'ape possa morire dopo la puntura.

L'Apipuntura per curare tutti i mali

Magari si potessero curare tutti i mali con l'apipuntura!
Non faro' l'elenco di ciò che si può curare perché questo dipende dal paziente e dal suo medico curante.

L'Apipuntura e' efficace in diverse patologie, ma solo il proprio medico potrà valutare se trattarle con questa tecnica sperimentale.

Curarsi da soli con l'Apipuntura

Questa e' un'aspirazione legittima, naturale, di chiunque ne abbia sentito parlare.

Ma funziona davvero?
Certamente, lo posso testimoniare di persona, nel mio caso ha funzionato!
Cosa ho curato?
Non e' certo per tutelare la mia privacy che NON LO DICO!

Mi ci sono avvicinato all'Apipuntura proprio con l'intenzione di fare tutto da solo, con le mie api.
Avevo  la convinzione che, se e' naturale, non puo' certo farmi male.

E, invece ... mi sono subito reso conto di avere reazioni estese alle punture, tanto da rivolgermi ad un allergologo. Mi sono ritrovato ad essere allergico al veleno d'ape e, caspita, soltanto a quello. Sono quindi costretto a tenere a portata di mano la siringa di adrenalina per le emergenze. Devo anche assumere un antistaminico per evitare reazioni allergiche sistemiche, prima di sottopormi alle punture d'ape.

Nonostante questo "contrattempo", ho deciso di continuare con le punture. Mi limitavo a farle in corrispondenza delle zone dolorose, sperando che avvenisse qualche miracolo.
Il vero salto di qualita' l'ho avuto soltanto dopo aver coinvolto il mio medico, che gia' praticava l'agopuntura.
Le punture fatte nei punti di agopuntura piu' adatti (alla patologia da trattare in quel momento) si sono rivelate molto piu' efficaci dei miei maldestri tentativi iniziali.

Insomma, mi ritengo fortunato di non averci "lasciato la pelliccia" e consiglio a chiunque voglia provare con l'apipuntura di informare il proprio medico e farsi consigliare al meglio. Il dolore della puntura e' veramente intenso, improvviso, lancinante.

Ha poco senso sottoporsi ad una terapia cosi' dolorosa ed invasiva senza un controllo medico preventivo e, soprattutto, senza la certezza della sua efficacia nel proprio caso specifico.

 

 

 

BeeBox per Apipuntura

Ho realizzato un BeeBox per Apipuntura ed ho deciso di condividerne il progetto, in modo che chiunque sia interessato, se lo possa replicare facilmente.

Cos'è un BeeBox?

Un BeeBox, liberamente traducibile in scatola d'api o pacchetto d'api, e' un contenitore areato in grado di contenere max 100 api vive, adatto alla loro spedizione o trasporto in sicurezza (sia per le api, che per chi le trasporta).

Cosa vorrebbe essere un BeeBox per Apipuntura?

L'idea e' quella di utilizzare un BeeBox per praticare la Apipuntura, o Terapia con Veleno d'api (Bee Venom Therapy), utilizzando api vive. L'operatore potrà catturare un'ape alla volta, da questa speciale scatoletta, senza che le altre possano disperdersi nell'ambiente.

Questo BeeBox per Apipuntura ha un volume interno di circa 19cc e può contenere da poche unita', fino a circa 100 api vive. La fornitura di api potrà essere ritagliata sulle necessita' dell'utilizzatore, senza fornirgli troppe api non utilizzate ai fini del trattamento.

Trattandosi di un BeeBox riutilizzabile, ho deciso di verniciarlo. Ho usato la stessa vernice che utilizzo per le arnie e soltanto dei chiodi per fissarlo.

Elenco materiali del BeeBox per Apipuntura

Ho scelto di utilizzare un listello già piallato di un formato già in commercio. Le dimensioni esterne del BeeBox ne permettono il posizionamento tra il coprifavo ed il tetto di un'arnia standard, per il suo caricamento. Le dimensioni si adattano ad agevole utilizzo con una o entrambe le mani.

  • 1 listello di Pino, Abete o Ajous piallato da 1cm di spessore x 6cm di larghezza, ~50cm di lunghezza
    + tagliato in 3 pezzi da 11 cm e 3 pezzi da 4cm
  • 1 pezzo di plexiglas da ~2mm di spessore, largo 6,5cm
  • 1 pezzo di lamiera largo 6 cm e lungo 12cm
  • q.b chiodi o colla per fissaggio
beebox apipuntura elenco materiali
BeeBox Apipuntura elenco materiali

Versioni del BeeBox per Apipuntura

Ho previsto due versioni del BeeBox per Apipuntura, una a fondo fisso e la seconda a fondo mobile.

L'unica differenza tra le due versioni e' la presenza di un foro sul fondo, che viene utilizzato per "ricaricare" il BeeBox, appoggiandolo direttamente sul foro del coprifavo, con il cassettino di lamiera aperto.

Conviene montare i pezzi utilizzando il lamierino come distanziale, per entrambe le versioni. Per realizzare quella a fondo fisso, basterà non forare il fondo ed eliminare il lamierino una volta assemblato il tutto. Per aggiungere il fondo mobile, basterà praticare il foro in un secondo momento.

beebox apipuntura fondo mobile
beebox apipuntura fondo mobile

Istruzioni assemblaggio del BeeBox per Apipuntura

Per assemblare correttamente il BeeBox per Apipuntura, posizionare a U i 3 pezzi lunghi 11 cm, inserire i 3 pezzi da 4cm perpendicolari ai due lati e serrare con un morsetto dai lati lunghi.

Sollevare leggermente i lati corti del BeeBox per inserire il lamierino dello spessore scelto, largo 6 cm (come il listello ed il fondo) e poi appoggiarli al lamierino, prima di fissarli con chiodi o colla.

Una volta assemblata la scatola, il fondo mobile potrà essere rimosso. E' importante destinare lo spazio necessario al cassettino inferiore in questa fase dell'assemblaggio.

Ricavare sul lato superiore le due corsie in cui dovrà scorrere il pannello trasparente, a filo con i lati corti. Ho usato una lama da ferro, appoggiata al legno delle pareti corte e molta pazienza per riuscire a farlo a mano. Avendo usato i chiodi, avrei potuto disassemblare le due pareti ed usare una fresa da legno,  ma ha funzionato lo stesso.

Pannello trasparente del BeeBox per Apipuntura

Il pannello trasparente scorrevole merita qualche nota in più.
Ho utilizzato una punta HSS per acciaio da 3mm per i fori di areazione ed una punta da 8mm per il foro di uscita. I fori sono abbastanza distanziati tra loro da non rischiare che la plastica si possa spezzare durante la foratura.

Ho attaccato un pezzo di carta a quadretti sopra il pezzo di plastica e poi ho segnato i punti dove forare.
Le serie di buchi distano 2 cm dai bordi corti e possono essere utilizzate per inserire delle viti di fine-corsa.

Il foro di uscita da 8mm deve essere fatto tra 1 e 2 cm di distanza dal bordo. Quindi il punto da forare con la punta da 8mm e' a 1,5cm dal bordo. E' essenziale che venga rispettata questa distanza, per permettere la corretta apertura e chiusura del BeeBox per Apipuntura.

beebox per apipuntura pannello superiore areatobee box per apipuntura pannello superiore areato
beebox per apipuntura pannello superiore areato

Il foro di uscita viene aperto dal lato opposto della scatola. Questa viene aperta e chiusa con la mano non dominante. La mano dominante viene utilizzata per impugnare la pinzetta inversa con cui catturare l'ape appena esce dal foro. I mancini potranno semplicemente capovolgere il pannello superiore per ottenere una scatola adatta a loro (uscita lato sx.).

Nel foro centrale, dal lato opposto dell'uscita, ho inserito una vite da 3mm ed un dado chiuso in ottone. Cosi' e' possibile azionare il pannello solo con un dito. La vite ha una testa abbastanza spessa da fare da fine corsa. Il pannello si apra esattamente per scoprire il foro di uscita, senza permettere che venga rimosso per errore.

Solo con il modello a fondo mobile e' possibile fissare un fine corsa anche dal lato opposto.

beebox per apipuntura in posizione aperta
beebox per apipuntura in posizione aperta