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Il pane d'api: cos'è

Il pane d'api è polline crudo, maturato nelle cellette dell'alveare.

polline nelle cellette
polline nelle cellette

Il polline fresco non potrebbe conservarsi all'aria ed ammuffirebbe velocemente. Per questo motivo le api devono lavorarlo, aggiungendo gli enzimi necessari a farlo conservare a lungo. Questi enzimi, uniti ai microorganismi presenti nell'aria ed all'alta temperatura dell'alveare, trasformano il polline grezzo in pane d'api.

pane d'api
pane d'api

Per le api costituisce una fonte di alimentazione primaria ed e' piu' energetico del polline grezzo (che le api raccolgono dai fiori).

Per l'uomo, e' piu' tollerabile del polline fresco e se ne consiglia l'utilizzo, rispetto a quello grezzo, ai soggetti allergici ai pollini.

Il pane d'api: come nasce

Il polline grezzo, raccolto dalle api bottinatrici, viene poi stoccato nelle cellette dalle api operaie.

palline-di-polline-grezzo
palline-di-polline-grezzo
polline grezzo nelle cellette
polline grezzo nelle cellette

Qui il polline grezzo, con miele e cera e per effetto degli enzimi aggiunti dalle api, dei microrganismi presenti e per l'alta temperatura dell'alveare, subisce una serie di processi biochimici e strutturali, trasformandosi, dopo circa 3 mesi, in pane d'api.

pane d'api in maturazione
pane d'api in maturazione

Il pane d'api: come si estrae

A differenza del polline grezzo, che viene raccolto fuori dell'alveare, il pane d'api si estrae dai favi.

La tecnica piu' semplice prevede la sua estrazione manuale. Il favo, a temperatura ambiente o dopo averlo congelato, viene rotto e si raccoglie il pane, separandolo dalla cera. Viene messo in un setaccio a maglie abbastanza larghe da far cadere la cera e trattenere i cilindretti di pane. Dopo essere stato setacciato per bene, viene fatto essiccare a bassa temperatura, per eliminare l'umidita' residua. A questo punto e' pronto per il confezionamento. La sua durata nella confezione e' di circa 4 anni.

In commercio si trovano alcune apparecchiature per automatizzare il processo. Una di queste frulla i pezzi di favo congelato e separa la cera con un forte getto d'aria, facendo uscire il pane d'api quasi del tutto pulito. Poi si procede come nella procedura a mano per le fasi successive.

macchina per estrazione del pane d'api
macchina per estrazione del pane d'api

Informazioni nutrizionali sul Pane d'api

Oltre alle qualità di polline, il pane d'api ha caratteristiche specifiche, tra cui il suo elevato contenuto di zuccheri semplici, enzimi, fibre ed amminoacidi.

Per la sua acidità, il pane d'api è facilmente assimilabile dal nostro organismo.

Rispetto al polline, il suo valore nutrizionale è ancora più alto.

 Valori medi per
100 g
 Porzione di
100 g
DGR
Dose giornaliera
raccomandata
% della DGR
a porzione
 Valore calorico 364 kcal 364 kcal  2000 kcal 18%
 Valore energetico
1524 KJ 1524KJ
 Proteine 22.5 g 22.5 g 50  g 45%
 Glucidi

di cui zuccheri

36.3 g

26.6 g

36.3 g

26.6 g

260 g

90  g

13%

30%

Lipidi

saturi

mono insaturi

polinsaturi

Omega 3

Omega 6

grassi idrogenati

9.8 g

2.75 g

2.15 g

4.91 g

3.33 g

0.64 g

0.38 g

9.8  g

2.75 g

2.15 g

4.91 g

3.33 g

0.64 g

0.38 g

70  g

20  g

34  g

16  g

2.2  g

14  g

 

14 %

14 %

6 %

31 %

151%

5 %

 

 Fibre 20.2 g 20.2 g 25  g 81%
Sali minerali

Sodio

tracce

tracce

tracce

tracce

6.0 g

2.4 g

0 %

0 %

Il pane d'api è raccomandato per essere consumato senza problemi da persone che potrebbero avere una certa sensibilità ai vari tipi di polline.

Può anche aiutare il corpo ad abituarsi al consumo di polline grezzo.

E' utile anche alle persone che hanno problemi intestinali. Il suo caratteristico sapore agrodolce, dovuto alla fermentazione, lo rende ancora più efficace del polline per i disturbi del fegato.

Pane d'api: quale scegliere?

 Sul mercato italiano ne arriva molto dall'estero, soprattutto dalla Francia e dalla Lituania, ma anche da altri paesi dell'est europeo, dove e' molto conosciuto.
Ho anche letto di un pane d'api che viene direttamente dall'Himalaya.

Ora, a prescindere dalla bontà o dalla purezza del pane d'api importato, e' preferibile consumare quello italiano. Anzi, sarebbe preferibile consumare quello prodotto nella stessa zona in cui si vive. Come i prodotti a Km. Zero, dovrebbe provenire dallo stesso ambiente in cui viviamo.

Se conoscete un apicoltore nella vostra zona, provate a chiedere direttamente a lui il pane delle api in favo. Vedrete che sarà sicuramente salutare per voi, anche se non viene dall'altra parte del mondo.

La preparazione della crema spalmabile Nocciomiele con nocciole e miele e’ molto semplice, se si utilizza la pasta di nocciole per gelateria

La crema "nocciomiele" con nocciole e miele

Anche oggi ho preparato una crema spalmabile con nocciole e miele.

Ho utilizzato del miele grezzo italiano, un millefiori estivo autoprodotto non troppo dolce ed una pasta di Nocciola Piemonte IGP, meglio conosciuta come Nocciola Tonda Gentile delle Langhe

La pasta di Nocciola Piemonte IGP l'ho acquistata via internet in Piemonte, da un fornitore di prodotti prelavorati per gelateria e pasticceria.

La ricetta l'ho copiata dal mio sito di riferimento per la gelateria domestica ed altro www.jopistacchio.it, che l'aveva realizzata gia' da tempo.

Ho utilizzato le stesse dosi della ricetta originale, senza alcuna modifica, visto che era gia' perfetta' cosi'.

Ingredienti della crema spalmabile "Nocciomiele" con nocciole e miele

Queste le dosi esatte per 1Kg di crema spalmabile nocciole e miele.

600g. miele grezzo italiano (tipo millefiori estivo, meno dolce rispetto al millefiori primaverile)

400g. pasta di Nocciola Piemonte IGP (ad uso gelateria)

Crema Nocciomiele con nocciole e miele
Ingrdienti della crema spalmabile Nocciomiele con nocciole e miele

 

Preparazione

La preparazione della crema spalmabile nocciole e miele e’ molto semplice, se si utilizza una pasta di nocciole per gelateria.

Basta mettere i due ingredienti in un pentolino antiaderente sui fornelli ed accendere il fuoco, utilizzando la fiamma al minimo e mescolare il tutto per un paio di minuti.

Crema Nocciomiele con nocciole e miele
Una fase della preparazione della crema Nocciomiele con nocciole e miele

Miscelare continuamente con un mestolo in silicone, fino ad una completa fusione tra la pasta di nocciole ed il miele.

Nel mio caso, utilizzando del miele grezzo, sono stato quasi costretto, per ridurre i tempi, ad utilizzare il calore per sciogliere il miele.
Se si utilizza del miele gia’ sciolto (utilizzate solo Miele Italiano, mi raccomando), si puo’ provare ad emulsionare i due ingredienti a freddo.

Mi raccomando di fare molta attenzione a non superare i 35 gradi, per non privare il miele della maggior parte delle vitamine in esso contenute.

Bastano pochi minuti per miscelare gli ingredienti alla perfezione, senza dover utilizzare il mixer ad immersione, che potrebbe incorporare aria indesiderata.

Quando la miscela e’ ben amalgamata, versarla nel vasetto in cui si intende conservarla, prestando attenzione a versarla soltanto al centro del vasetto, in modo che non si creino bolle o sacche d’aria.

Preparazione alternativa

Utilizzando la pasta di nocciole gia' pronta, la crema si realizza in pochi minuti.
Volendo realizzarla a partire dalle nocciole intere, la procedura e' un po' piu' lunga e complicata.

Procurarsi delle nocciole gia' tostate (preferibilmente di origine italiana, quindi di ottima qualita'), sgusciarle e togliere anche la pellicina che le ricopre.
Fare ovviamente attenzione che non restino pezzi di guscio tra le nocciole.

L'ideale sarebbe pestarle in un frantoio con un pestello in pietra o metallo, fino a ridurle in poltiglia. Il pestello in materiale diverso dal legno permette di trattenere tutto l'olio delle nocciole, senza che questo venga assorbito dal legno del pestello. Di frantoi ne ho visti di diversi tipi. Se non si vogliono spendere troppi soldi per acquistarne uno in marmo bianco di Carrara, adatto anche alla preparazione del pesto, basta acquistarne uno di quelli per le spezie, in pietra o metallo, che torneranno utili, ad esempio, per ridurre in polvere il pepe in grani.

Il risultato finale non sara' all'altezza della pasta di nocciole per gelateria (che viene realizzata con apparecchiature professionali, in cui vengono fatte girare delle sfere di acciaio inox che riducono le nocciole in una pasta finissima, senza spreco di olio), ma sara' comunque soddisfacente.

Ho provato a realizzare la pasta sia con il frullatore, che con il mixer ad immersione. Dopo vari tentativi fatti con pessimi risultati, sconsiglio di provarci.
Il problema non e' la qualita' del frullatore o mixer ad immersione e nemmeno il loro numero massimo di giri. L'olio rilasciato dalle nocciole tende velocemente ad "impaccare" la pasta di nocciole ed il mixer sembra girare a vuoto. Lo stesso effetto si ottiene con il frullatore, ma in questo caso c'e' un'altra controindicazione: il velocissimo giro delle lame scalda la pasta di nocciole e brucia l'olio, lasciando un bruttissimo gusto di bruciato nella pasta e lasciando odore di bruciato nell'ambiente, come se si avesse fuso il frullatore.

L'unico apparecchio domestico in grado di ottenere buoni risultati è l'estrattore di succo a bassa velocità, che non brucia l'olio e mantiene bassa la temperatura.
Io ne ho acquistato uno di quelli venduti dal sito Jopistacchio.it, il più economico fra quelli in vendita, e devo ammettere che il risultato è stato ottimale, quasi al livello della pasta di nocciole per uso gelateria che ho acquistato.

Valutazione finale della crema “Nocciomiele” con nocciole e miele

L’ho soltanto assaggiata, sia spalmata su una fetta di pane bianco, che leccandola direttamente dal pentolino utilizzato per scaldarla.
Familiari ed amici a cui l'ho regalata ne sono rimasti entusiasti. Credo che presto dovrò ordinare altra pasta di nocciole, perché il vasetto che avevo messo nella credenza si svuota a vista d'occhio, anche se i miei familiari affermano che non sono loro a consumarla.

Crema spalmabile Nocciomiele con nocciole e miele
Crema spalmabile Nocciomiele con nocciole e miele in vasetto

A me e’ piaciuta tantissimo e la rifaro' spesso. A differenza di quella fatta con il pistacchio, questa Nocciomiele, con nocciole e miele piace moltissimo ai bambini ed e' una ottima (e sana) alternativa alle creme spalmabili alla nocciola che si trovano in commercio.

Il sapore e’ dolce, ma non troppo. Per ottenere un sapore piu' dolce, consiglio di utilizzare miele monoflorare di Acacia, oppure miele millefiori primaverile, assicurandosi, come sempre, che sia Miele Italiano al 100%.

 

Ricetta per la crema spalmabile "Pistamiele" con pistacchio e miele grezzo italiano. Facilissima da preparare e' una vera delizia al palato.

La crema "pistamiele" con pistacchio e miele

Oggi ho preparato una crema spalmabile con pistacchio e miele.

Ho utilizzato del miele grezzo italiano, un millefiori estivo autoprodotto non troppo dolce ed una pasta di Pistacchio Verde di Bronte DOP

La pasta di Pistacchio Verde di Bronte DOP l'ho acquistata via internet in Sicilia, da un fornitore di prodotti prelavorati per gelateria e pasticceria.

La ricetta l'ho copiata dal mio sito di riferimento per la gelateria domestica ed altro www.jopistacchio.it, ricavandola da una sua ricetta che avevo gia' realizzato nei giorni scorsi [http://www.jopistacchio.it/nocciomiele/]

A differenza della ricetta originale, creata per la pasta di nocciole, ho aumentato del 10% la quantita' di pasta di pistacchio ed ho ridotto la quantita' di miele grezzo. Il motivo e' che il pistacchio contiene meno olio della nocciola, quindi ho dovuto aumentare la dose per renderla spalmabile al pari dell'altra.

Ingredienti della crema spalmabile "Pistamiele" con pistacchio e miele

Queste le dosi esatte per 1Kg di crema spalmabile pistacchio e miele.

560g. miele grezzo italiano (tipo millefiori estivo, meno dolce rispetto al millefiori primaverile)

440g. pasta di Pistacchio Verde di Bronte DOP (gia' ridotto in pasta, ad uso gelateria)

Pistamiele crema pistacchio e miele
Gli ingredienti della crema "pistamiele" con pistacchio e miele

Preparazione

La preparazione della crema spalmabile pistacchio e miele e' molto semplice.

Basta mettere i due ingredienti in un pentolino antiaderente sui fornelli ed accendere il fuoco, utilizzando la fiamma al minimo e mescolare il tutto per un paio di minuti.

Preparazione della creama Pistacchio e Miele
Preparazione della crema spalmabile con pistacchio e miele

Miscelare continuamente con un mestolo in silicone, fino ad una completa fusione tra la pasta di pistacchio ed il miele.

Nel mio caso, utilizzando del miele grezzo, sono stato quasi costretto, per ridurre i tempi, ad utilizzare il calore per sciogliere il miele.
Se si utilizza del miele gia' sciolto (utilizzate solo Miele Italiano, mi raccomando), si puo' provare ad emulsionare i due ingredienti a freddo.

Mi raccomando di fare molta attenzione a non superare i 35 gradi, per non privare il miele della maggior parte delle vitamine in esso contenute.

Anche se ho utilizzato un termometro per non superare la temperatura di 35 gradi, basta semplicemente spostare il pentolino su un fornello spento quando la miscela sembra troppo facile da mescolare. Quando invece sembra piu' difficile da mescolare, perche' si e' raffreddata, rimettere il pentolino sul fornello acceso al minimo e riportare la crema alla giusta temperatura.

Bastano pochi minuti per miscelare gli ingredienti alla perfezione, senza dover utilizzare il mixer ad immersione, che potrebbe incorporare aria indesiderata.

Quando la miscela e' perfettamente miscelata, versarla nel vasetto in cui si intende conservarla, prestando attenzione a versarla soltanto al centro del vasetto, in modo che non si creino bolle o sacche d'aria.

crema "pistamiele" con pistacchio e miele
Vasetto di crema "pistamiele" con pistacchio e miele

Valutazione finale della crema "pistamiele" con pistacchio e miele

A me e' piaciuta molto e lo considero un esperimento ben riuscito.

Il sapore e' poco dolce, il retrogusto e' leggermente salato.

L'ho assaggiata spalmata su una galletta di riso soffiato, che non aggiunge nulla al gusto della crema.

Galletta di riso con crema pistacchio e miele
Galletta di riso soffiato con crema pistacchio e miele

Rispetto ad altri ingredienti piu' facilmente reperibili al supermercato, la pasta al 100% di Pistacchio Verde di Bronte DOP e' molto difficile da trovare. Se non ci si fida ad acquistarla via internet, consiglio di rivolgersi ad una gelateria artigianale e chiedere di acquistarne una piccola quantita', meglio se del peso esatto che si intende utilizzare.
Occhio che e' molto costosa, ma il risultato finale e' una vera delizia, anche per i palati piu' esigenti.

La dieta del miele - Ritengo che la semplice sostituzione dello zucchero con del miele possa gia' apportare benefici sistemici all'organismo umano e la sua integrazione in una dieta bilanciata sara' di sicuro giovamento alla propria salute.

La dieta del miele, The Honey Diet

La dieta del miele, The Honey Diet, e' il titolo dell'omonimo libro di Mike McInness, che ha teorizzato sull'efficacia del miele in una cura dimagrante che e' stata molto pubblicizzata in Rete e sui social networks.
Purtroppo, come spesso accade con i passaparola, la dieta del miele originale e' stata riveduta, corretta, modificata, semplificata e, aggiungo, falsata, per renderla piu' "appetibile" al grande pubblico.

Appena ne ho sentito parlare, questa dieta prometteva di perdere 1Kg alla settimana, mentre adesso ne farebbe perdere almeno 3 alla settimana.

In un primo momento, bastava assumere 1 cucchiaino di miele ogni sera, prima di andare a dormire (per perdere 1Kg), ma poi qualcuno ha voluto esagerare ed adesso gira voce che, con 2 cucchiaini ogni sera, si perderebbero 3Kg alla settimana (non 3Kg in una settimana, ma alla settimana... boh?).

Dieta del miele & Grana padano con miele 2
Dieta del miele & Grana padano con miele

Ritengo che la semplice sostituzione dello zucchero con del miele possa gia' apportare benefici sistemici all'organismo umano e la sua integrazione in una dieta bilanciata sara' di sicuro giovamento alla propria salute.

Miele per sostituire lo zucchero

Il miele e' preferibile come dolcificante al posto degli zuccheri complessi (zucchero bianco, saccarosio, zucchero di canna grezzo o raffinato).
Alcuni tipi di mieli monoflorali sono piu' adatti di altri per sostituire il dolcificante abituale.

Il miele, sopratutto se miele grezzo italiano, e' aromatico di suo ed aggiunge il suo retrogusto alla bevanda da dolcificare.
Per evitare che il miele cambi il gusto della bevanda conviene, utilizzare mieli con un sapore meno marcato.

Miele nei dolci e nelle torte al posto dello zucchero

Il miele contiene mediamente il 20% di liquidi, quindi la sostituzione, ad esempio, di 100g di zucchero in una ricetta, prevede che vengano utilizzati 100g. di miele e tolti 20g di liquidi dagli altri ingredienti.

Miele nei gelati

Il miele contiene mediamente il 20% di liquidi e l'80% di zuccheri.

A seconda del tipo di miele utilizzato, conviene conoscere l'esatta quantita' di acqua in esso presente (si usa il rifrattometro da miele, con scala fino a 95% zucchero) e tenerne conto per il bilanciamento della ricetta.

La quantita' in percentuale di fruttosio, rispetto al glucosio, nel miele utilizzato dipende anch'essa dal tipo di miele.
I mieli che cristallizzano poco o dopo lungo tempo hanno una maggiore quantita' di fruttosio e quindi un maggior potere anticongelante PAC di cui tenere conto.

Non scaldare il miele ad oltre 35 gradi per non privarlo delle vitamine presenti.

Il miele agisce da stabilizzante delle emulsioni.

La dieta del miele quotidiano

Non serve molto sacrificio e sara' di sicuro beneficio (fa anche rima) sostituire lo zucchero che si utilizza abitualmente con del miele.

Il miele e' piu' veloce da trasformare in energia per l'organismo umano rispetto al comune saccarosio e comporta meno lavoro da parte dell'organismo.

Perche' dunque non seguire questa facile dieta del miele e provare se funziona?

Dieta del miele & Grana Padano
Dieta del miele & Grana Padano

Sorbetto di pompelmo rosa e miele. Avevo da tempo in mente di realizzare un sorbetto di pompelmo rosa e miele, modificando una ricetta di Jopistacchio.it, che era gia' perfetta di suo. questa e' stata la prima prova di sostituire del tutto lo zucchero presente nella ricetta originale con il miele

Sorbetto al pompelmo rosa e miele

Avevo da tempo in mente di realizzare un sorbetto di pompelmo rosa e miele, modificando questa ricetta di Jopistacchio.it, che era gia' perfetta di suo.

questa e' stata la prima prova di sostituire del tutto lo zucchero presente nella ricetta originale con il miele:

  • 320g acqua
  • 300g succo di pompelmo rosa
  • 200g miele vergine grezzo
  • 3g farina di semi di carruba

il gusto era ottimo, ma l'eccessiva percentuale di fruttosio, presente nel miele grezzo vergine che ho utilizzato, abbassava di troppo il punto di congelamento e bisognava disporre di una buona gelatiera per scendere tanto in basso con la temperatura.

Preparazione (modificata)

  1. In un pentolino versa l’acqua e disciogli lo zucchero, il fruttosio e lo stabilizzante; fai raffreddare sino a 20°C e poi metti in frigorifero.
  2. Spremi tanti pompelmi, sino a quando non otterrai il giusto quantitativo. Da ogni pompelmo si ricavano circa 100g di succo.
    Mi raccomando non filtrare il succo con il colino per non eliminare le fibre del pompelmo.
  3. In un recipiente versa il succo di pompelmo, aggiungi la soluzione di acqua e stabilizzante ed il miele e frulla per 5 minuti.
  4. Poni la miscela in frigorifero per almeno 12 ore.
  5. Se hai la gelatiera fai mantecare per circa 40/50 minuti altrimenti poni in congelatore per circa 8 ore (è preferibile mescolare almeno ogni ora).

Dopo aver atteso che fossero trascorse le 12 ore necessarie alla maturazione della miscela (il punto 4), ho notato che, a differenza delle volte in cui avevo seguito la ricetta originale, non c'era stata alcuna separazione tra liquidi e solidi, cosa che, in passato, mi aveva costretto a ripassarla con il frullatore ad immersione, prima di metterla in gelatiera.

Succo di pompelmo rosa e miele
Miscela per sorbetto al succo di pompelmo rosa e miele

 

Il miele aveva agito da stabilizzante per l'emulsione di acqua e succo di pompelmo.

Non credo siano indispensabili le 12 ore di maturazione se si utilizza il miele grezzo, ma provero' a chiedere direttamente all'autore della ricetta originale se mi sbaglio (e perche').

Risultato del test di sorbetto al pompelmo rosa e miele

Questo e' il risultato del mio primo test per fare un sorbetto al pompelmo rosa e miele

 

Sorbetto al pompelmo rosa e miele
Sorbetto al pompelmo rosa e miele

Sono convinto che il mio sorbetto non sia all'altezza di quello fatto seguendo questa ricetta di Jopistacchio.it, ma il gusto e' comunque ottimo ed il retrogusto di miele aggiunge un ulteriore elemento caratterizzante.

Devo provare la stessa ricetta, mantenedo le stesse dosi,  ma cambiando il tipo di miele.

Ho diverse varieta' di miele italiano grezzo da usare per fare altre prove, quindi presto aggiornero' questa ricetta per il sorbetto di pompelmo rosa e miele con qualche miele uniflorale italiano.

Il sistema di classificazione UMF® valuta i marcatori naturali trovati nel miele di Manuka e ne garantisce purezza e qualità. Il marchio UMF® e' nato nel 1998 ed e' di proprieta' della neozelandese Unique Manuka Factor Honey Association [UMF.org] che lo ha registrato in circa 47 paesi, rendendo piu' dura l'esistenza dei produttori di "falso" miele di Manuka.

Il sistema di classificazione UMF® valuta i marcatori naturali trovati nel miele di Manuka e ne garantisce purezza e qualità.

Il marchio di qualita' UMF® e' nato nel 1998 ed e' di proprieta' della neozelandese Unique Manuka Factor Honey Association [UMF.org] che lo ha registrato in circa 47 paesi, rendendo piu' dura l'esistenza dei produttori di "falso" miele di Manuka.

UMF® Honey Association
Unique Manuka Factor Honey Association of New Zealand

Il marchio puo' essere esposto in etichetta soltanto da uno dei 57 produttori licenziatari UMF®.

Il sistema di classificazione UMF® ha due elementi di distinzione, da evidenziare su qualsiasi miele prodotto sotto licenza UMF®:

  1. La dicitura che si tratta di miele di Manuka in etichetta
  2. Il numero UMF®, che rappresenta i tre marcatori chimici che identificano il contenuto del miele di manuka e ne garantirne l'origine, la purezza e la qualità. I marcatori chimici chiave sono Diidrossiacetone DHA, Metilgliossale MGO, e Leptosperin (methyl syringate 4-O-β-D-gentiobiose).
il marchio UMF
Il marchio UMF che si trova solo sull'etichetta del miele di Manuka originale.

 

Per ricevere una classificazione UMF®, un miele deve avere la presenza di DHA (diidrossiacetone), Leptosperin, e Methylglyoxal (metilgliossale).

Il punteggio UMF® è una misura degli attributi e dei valori che costituiscono il miele di Manuka, e garantisce la purezza e la qualità.

Livello di Metilgliossale

Classificazione UMF®

≥83 mg/kg 5+
≥263 mg/kg 10+
≥514 mg/kg 15+
≥573 mg/kg 16+
≥696 mg/kg 18+
≥829 mg/kg 20+
≥1200 mg/kg 25+
≥1449 mg/kg 28+

Qui in Italia siamo abituati ai prodotti falsi, anche in ambito alimentare. Con l'occhio (ed il palato) del consumatore abituale possiamo tranquillamente riconoscere i falsi, cioe' quei prodotti che vorrebbero imitare prodotti molto noti, usando ingredienti di costo nettamente inferiore. Purtroppo non vale lo stesso discorso con prodotti, tipo il miele di Manuka, che, nella migliore delle ipotesi, non abbiamo mai assaggiato.

La consapevolezza del fatto che, essendo una specie di medicinale, potrebbe non avere un buon gusto, non aiuta di certo nell'identificazione del vero miele di Manuka. In questo ci puo' aiutare proprio il marchio UMF®, che garantisce tutta la catena produttiva del miele di Manuka, ma anche la presenza certa e misurabile dei principi antibatterici contenuti nel miele di Manuka.

Diciamo che il marchio UMF® e' una garanzia certa per il consumatore, ma anche un notevole incremento dei costi di produzione, visto che il protocollo di produzione e' molto rigido ed i campioni di miele dei diversi lotti di ogni produttore Certificato UMF® vengono sistematicamente controllati per confermarne la bonta' e la rispondenza al protocollo.
Il miele di Manuka che porta il marchio UMF® è tracciato dall'apiario fino al confezionamento. Da ogni vasetto si può risalire con certezza sia al singolo alveare, che al laboratorio che ha testato il valore UMF® di quello specifico lotto di produzione.

Il sistema UMF® è uno standard globale ed autorevole del miele di Manuka. La sua catena di approvvigionamento è controllato e verificato in modo indipendente. Nessuno può utilizzare legalmente il logo UMF®, in qualsiasi parte del mondo, a meno che non si attenga al rigoroso protocollo di produzione e verifica previsto da UMF®.

Alla luce di quanto ho scritto, posso solo consigliare ai consumatori di acquistare solo miele di Manuka certificato UMF®.


[divide]

Identification of Manuka by measuring Leptosperin
Schema dell'identificazione del miele di Manuka originale attraverso il marker Leptosperin

Sarei comunque curioso di misurare con il metodo UMF® anche quei mieli australiani che vantano maggiori quantita' di MGO rispetto al miele di Manuka neozelandese. E questo non per smentire i valori dichiarati, ma per focalizzare l'attenzione sulla reale unicita' del miele di Manuka neozelandese, su quel "fattore unico" che non sembra essere replicabile altrove. In un primo momento si parlava solo del grande contenuto di Metilgliossale, poi a quello sono stati aggiunti altri fattori, soprattutto il Leptosperin, il glicoside che ha preso il nome dalla pianta di Manuka Leptospermum Scoparium, che si e' dimostrato come l'unico indice affidabile per verificare l'origine del miele di Manuka (qui il testo completo dello studio "Identification of Manuka by measuring Leptosperin" del novembre 2014 sul Leptosperin).

Ho il vago sospetto che la "battaglia" sul miele di Manuka sara' ancora lunga. Credo sarebbe opportuno che i produttori australiani studiassero a fondo il loro miele e ne trovassero e valorizzassero le caratteristiche uniche, esattamente come hanno fatto i greci, prima con lo studio comparato Antibacterial activity of Greek and Cypriot honeys against Staphylococcus aureus and Pseudomonas aeruginosa in comparison to manuka honey e poi con due studi piu' specifici A monoterpene, unique component of thyme honeys, induces apoptosis in prostate cancer cells via inhibition of NF-κB activity and IL-6 secretion e Phenolic acid composition, antiatherogenic and anticancer potential of honeys derived from various regions in Greece.

Non credo sia un caso che siano state scoperte delle proprieta' antitumorali nel miele di timo di origine greca, come non e' stato un caso per il miele di Manuka: basta cercare, dal miele qualcosa di buono viene fuori sempre.

Forse e' semplicistico affermarlo ma, a cercare bene, qualsiasi miele ha proprieta' tanto "miracolose", quanto sconosciute, perche' dunque non scoprirle, invece di concorrere con altri, sul loro "terreno"?

Il miele Manuka prende il nome dalla pianta di Manuka (Leptospermum scoparium), che cresce in Nuova Zelanda ed Australia, dal cui nettare le api riescono a produrre questo miele unico.

Il miele Manuka e' considerato un miele unico al mondo per le sue proprieta' antibatteriche naturali.

Il miele Manuka prende il nome dalla pianta di Manuka (Leptospermum scoparium), che cresce in Nuova Zelanda ed Australia, dal cui nettare le api riescono a produrre questo miele unico. La sua fortuna si deve allo studio "A Survey of the Antibacterial Activity of Some New Zealand Honeys" del 1991.

Foto del fiore di Manuka (Leptospermum scoparium) da cui le api producono il miele manuka
Il fiore dell'arbusto di Manuka (Leptospermum scoparium) da cui le api producono il miele manuka

Le proprieta' antibatteriche del miele Manuka sono state ufficialmente riconosciute dopo attenti studi scientifici, che le hanno attribuite in gran parte alla massiccia presenza di Metilgliossale / Methylglyoxal (MGO) nel miele.
E' dunque il Metilglossale, l'agente antibatterico, che rende il miele Manuka cosi' speciale ed oggetto di un sempre piu' diffuso interesse.

Perche' quindi venderlo come "normalissimo" miele, se la scienza aveva gia' dimostrato che conteneva qualcosa che valeva di piu' (commercialmente parlando)?

Quella dei rimedi naturali e' una costante crociata contro la scienza, che in tanti ormai vedono piegata agli interessi economici delle multinazionali. Se da un lato posso essere d'accordo, per contro non posso fare a meno di notare che i rimedi naturali, a conti fatti, spesso costano troppo rispetto ai reali benefici che se ne traggono. Il fatto che un miele, piu' antibatterico di altri mieli, debba costare 5/50 volte il prezzo degli altri, non e' giustificabile se non per motivi economici.

Il miele Manuka ed il miele Revamil® RS

E' stato pubblicato uno studio sulle proprieta' di due mieli "farmaco", il miele Revamil® (RS) ed il miele Manuka per valutarne l'attività battericida ed il meccanismo d'azione. Il miele Revamil® RS ha ucciso il Bacillus subtilis, l'Escherichia coli e lo Pseudomonas aeruginosa entro due ore, mentre il miele manuka ha avuto tale attività rapida solo contro il Bacillus subtilis . Dopo 24 ore di incubazione, entrambi i mieli avevano ucciso tutti i batteri testati, compreso lo Staphylococcus aureus meticillina-resistente MRSA, ma il miele Manuka ha mantenuto la propria attività antibatterica anche a diluizioni più elevate rispetto al miele RS. La Bee defensina-1 ed il perossido di idrogeno H2O2 (acqua ossigenata) sono stati i principali fattori coinvolti nella rapida attività battericida del miele RS. Questi fattori non erano presenti nel miele Manuka, ma questo conteneva concentrazioni di metilglossale 44 volte maggiori che nel miele RS. Il Metilgliossale / Methylglyoxal è stato un importante fattore battericida nel miele Manuka ma, anche dopo la sua neutralizzazione, il miele Manuka ha mantenuto la sua attività battericida a causa di diversi fattori sconosciuti. Il miele Revamil® RS ed il miele Manuka hanno fattori battericidi molto differenti tra loro, che causano grandi differenze nella loro attività battericida.

Tentativo di standardizzazione del miele Manuka per uso medico

In un articolo apparso sulla rivista online IUBMB Life dal titolo Antibacterial Components of Honey, i due autori descrivono le attività dei singoli composti, il loro contributo alla complessa attività antibatterica del miele e le implicazioni per la standardizzazione di miele per applicazioni mediche.

Dal primo metodo di classificazione dell'efficacia antibatterica del miele manuka, chiamato MGO® (marchio registrato di Manuka Health New Zealand Ltd.), che misura i livelli di Metilgliossale, esprimendoli in mg/kg, si e' evoluto il successivo metodo di classificazione detto UMF® (Unique Manuka Factor), che compara l'efficacia con un comune disinfettante, il fenolo, in soluzione a percentuale variabile e piu' di recente, si sta affermando il metodo di classificazione ACTIVE.
ACTIVE rappresenta l'attività antibatterica determinata utilizzando il metodo Honey Assay Method di Peter Molan dell'Università di Waikato, che misura due tipi di attività:

  1. Total Activity: l'efficacia antibatterica totale, inclusa quella dovuta dal perossido d'idrogeno.
  2. Non-Peroxide Activity: l'efficacia antibatterica netta, perossido d'idrogeno escluso.

Da questo e' derivato IAA®, l'Indice Attività Antibatterica che viene utilizzato per indicare l'efficacia antibatterica non perossidica, cioe' in assenza di perossido di idrogeno.

Offerta commerciale di miele Manuka e simili

Il miele Manuka, miele uniflorale di leptospermum scoparium della Nuova Zelanda, a causa e per merito del Metilgliossale, e' stato commercializzato indicando, con differenti metodi di misura, il contenuto medio di metilgliossale presente in esso, anche a voler giustificare, in qualche modo, l'alto prezzo di vendita.

Qui un elenco dei produttori di miele Manuka con il metodo di rating adottato per i loro prodotti.

Il miele Manuka

ecco alcuni dei tipi di miele manuka e relativi prezzi al Kg. (ultimo agg. febbraio 2015) che si possono acquistare in Italia:

Manuka Health Miele di Manuka MGO® 30+ 250 grammi circa 13eur (54eur/Kg)
Manuka Health Miele di Manuka MGO® 30+ 500 grammi circa 25eur (50eur/Kg)
Manuka Health Miele di Manuka MGO® 100+ 250 grammi circa 19eur (76eur/Kg)
Manuka Health Miele di Manuka MGO® 250+ 250 grammi circa 26eur (104eur/Kg)
Manuka Health Miele di Manuka MGO® 400+ 250 grammi circa 45eur (180eur/Kg)
Manuka Health Miele di Manuka MGO® 550+ 250 grammi circa 63eur (252eur/Kg)

OPTIMA Miele di Manuka Active 18+ 250 grammi circa 36eur (144eur/Kg)
OPTIMA Miele di Manuka Active 18+ 250 grammi circa 64eur (128eur/Kg)

Comptoirs&C. Miel de Manuka IAA®5+ (MGO 150+) 250 grammi circa 18eur (72eur/Kg)
Comptoirs&C. Miel de Manuka bio (MGO® 180+) 500 grammi circa 60eur (120eur/Kg)
Comptoirs&C. Miel de Manuka IAA®10+ (MGO 300+) 250 grammi circa 32eur (128eur/Kg)
Comptoirs&C. Miel de Manuka IAA®15+ (MGO 550+) 250 grammi circa 50eur (200eur/Kg)

Il Super manuka

Il miele manuka australiano Berringa, detto anche Super Manuka per le maggiori quantita' di Metilgliossale che contiene rispetto al Manuka neozelandese originale, e' comparso solo di recente sul mercato, forte del suo record di 2064mg/kg MGO misurato per una partita di miele.
In realta' non si tratta nemmeno di vero miele manuka, perche' e' un miele uniflorale di leptospermum polygalifolium, una pianta simile al mirto che cresce in Australia. Il richiamo al miele manuka e' stato fatto soltanto per la massiccia presenza di metilgliossale.

BERRINGA Super Manuka Active MGO 120+ 250 grammi circa 25eur (100eur/Kg)
BERRINGA Super Manuka Active MGO 120+ 500 grammi circa 45eur (90eur/Kg)
BERRINGA Super Manuka Active MGO 220+ 250 grammi circa 34eur (136eur/Kg)
BERRINGA Super Manuka Active MGO 220+ 500 grammi circa 58eur (116eur/Kg)
BERRINGA Super Manuka Active MGO 400+ 250 grammi circa 45eur (180eur/Kg)
BERRINGA Super Manuka Active MGO 400+ 500 grammi circa 67eur (134eur/Kg)
BERRINGA Super Manuka Active MGO 550+ 250 grammi circa 63eur (252eur/Kg)
BERRINGA Super Manuka Active MGO 550+ 500 grammi circa 116eur (233eur/Kg)
BERRINGA Super Manuka Active MGO 900+ 250 grammi circa 125eur (500eur/Kg)
BERRINGA Super Manuka Active MGO 900+ 500 grammi circa 194eur (388eur/Kg)

Non credo che il prezzo di mercato dovrebbe essere cosi' alto, nonostante la distanza che ci separa da Nuova Zelanda ed Australia.

Altri peptidi con proprieta' antibatteriche presenti nel miele:

Gli studi sulle proprieta' antibatteriche dei vari tipi di miele continuano, anche seguendo strade diverse dal Metilgliossale.

Questi sono alcuni dei peptidi isolati nel miele:

Concludo affermando che, a naso, le proprieta' miracolose del Metilgliossale hanno letteralmente "miracolato" quella che era una produzione locale di poco valore, il miele Manuka, trasformandolo in una miniera d'oro per i produttori e, soprattutto, gli importatori. Non sono molto convinto che il miele Manuka debba costare dai 50 ai 500 euro al Kg, cioe' da 5 a 50 volte il prezzo (onesto) di un buon miele italiano, ma questa e' la dura legge del mercato e ci si deve adeguare.

Nuova etichettatura europea degli alimenti

Dal 13 dicembre 2014 e' entrato in vigore il regolamento della Commissione europea 1169/2011 sulla nuova etichettatura europea degli alimenti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea L 304/18 del 22 novembre 2011. Ai produttori e' stato dato tempo fino a giugno 2015 per esaurire le scorte di alimenti gia' confezionati con etichettatura non conforme.

Foto di un vasetto di miele con etichetta non conforme alla nuova etichettatura europea
Un chiaro esempio di etichetta non conforme alla nuova etichettatura europea degli alimenti

Il Ministero della Salute italiano ha pubblicato e diffuso l'opuscolo informativo Etichettatura degli alimenti. Cosa dobbiamo sapere gia' da maggio dello scorso anno.

L'obiettivo della nuova etichettatura europea degli alimenti è quello di fornire informazioni corrette, comprensibili e trasparenti sui prodotti alimentari, senza indurre in errore il consumatore circa la natura e le caratteristiche dell'alimento. Il fine è quello di tutelare gli interessi dei consumatori europei e di armonizzare le normative degli Stati membri, in un contesto di libero scambio delle merci.

Novita'

Le novita' introdotte che riguardano direttamente il miele sono:

  • indicazione del luogo di origine e di raccolta
  • indicazione della presenza di polline OGM (se superiori allo 0,9%)
  • indicazione della presenza di allergeni o delle caratteristiche allergeniche del prodotto stesso

La normativa non prevede l'obbligo di indicare lo stabilimento di produzione, ma solo la sede legale del produttore e questo ha gia' sollevato, in Italia, polemiche e raccolte di firme, perche' al consumatore non sara' possibile sapere se il produttore ha delocalizzato la produzione al di fuori dei confini nazionali o dell'Unione Europea.

Altro obbligo non previsto dalla normativa e' la chiara indicazione delle percentuali di prodotto di ogni singolo luogo di origine indicato in etichetta.

Ad esempio: se per del miele di acacia vengono indicati come luoghi di origine Italia, Spagna ed Ungheria (paesi UE) e Argentina, Cile e Cina (extraUE), il consumatore sapra' soltanto che il miele e' stato raccolto in quei paesi, ma non potra' sapere se il 90% del miele che acquista e' stato prodotto in Cina ed il resto, diviso in piccole percentuali, negli altri paesi.

Ho gia' letto, su una confezione di caffe' macinato, la seguente dicitura sul luogo di origine del caffe' con cui e' stata composta la miscela:

Al fine di mantenere la perfetta costanza del gusto, l'origine geografica del caffe' puo' variare a seconda delle caratteristiche annuali del raccolto.

Mi sembra chiaro ed evidente che, nascondendosi dietro la qualita' ed uniformita' del prodotto finale, i produttori potranno indicare diversi paesi di origine del miele, anche senza utilizzarli tutti, rendendo impossibile una reale tracciabilita' del prodotto.

Mi auguro che la normativa italiana possa essere piu' restrittiva di quella europea, come gia' accaduto in passato, e possa chiudere questi "buchi" normativi che potrebbero vanificare gli sforzi dei legislatori europei.

Miele vergine grezzo o pastorizzato, quale scegliere? La risposta sembrerebbe scontata, ma non e' cosi'. Il miele vergine grezzo e' il piu' naturale, perche' mantiene intatte le sue proprieta' naturali, soprattutto le vitamine, le proteine e gli aminoacidi. Il miele pastorizzato viene sottoposto ad un trattamento termico di 75/78°C per pochi istanti per poi essere immediatamente raffreddato. Viene pastorizzato per eliminare le spore batteriche presenti, ma anche e soprattutto per rendere omogeneo un miscuglio di mieli di differenti aree di produzione e di diversa qualita'.

Miele vergine grezzo o pastorizzato, quale scegliere?

La risposta sembrerebbe scontata, ma non e' cosi'.

Miele vergine grezzo:

Il miele vergine grezzo e' il piu' naturale, perche' mantiene intatte le sue proprieta' naturali, soprattutto le vitamine, le proteine e gli aminoacidi.
E' sicuramente migliore al palato, ma e' piuttosto scomodo da utilizzare, perche' spesso e' parzialmente o totalmente cristallizzato.
La cristallizzazione e' un processo naturale che "solidifica" il miele se non e' stato pastorizzato, quindi e' sicuramente un indice della genuinita' del miele.

Puo' essere utilizzato come dolcificante al posto dello zucchero (estratto da barbabietola o canna da zucchero) ed e' piu' facilmente digeribile ed assimilabile dal nostro organismo perche' e' composto da zuccheri semplici (monosaccaridi, come glucosio e fruttosio) invece che complessi (polisaccaridi, come il saccarosio).
Andrebbe utilizzato preferibilmente per dolcificare alimenti freddi, come il latte e lo yogurt, evitando quindi di riscaldarlo o addirittura cucinarlo con alimenti caldi o bollenti.
E' sconsigliato quindi utilizzarlo per dolcificare il caffe', il the, le tisane o per sostituire lo zucchero in una torta, semplicemente perche' verrebbe privato di molte delle sue sostanze benefiche, che verrebbero distrutte dal calore.

Per ottenere del miele piu' fluido, a partire da miele vergine grezzo, bisognerebbe riscaldarlo, su un termosifone o a bagnomaria, a non piu' di 45°C.
Io lo riscaldo a 30°C., con temperatura progressiva e bassissima umidità (circa 20/30%) , ma per rendere fluido un vasetto da 1Kg ci metto circa 24 ore ed e' antieconomico per piccolissime quantita'.

L'unica vera controindicazione dall'assunzione di miele vergine grezzo e' che non deve essere somministrato a bambini di eta' inferiore a 12 mesi.
Il miele vergine grezzo contiene naturalmente delle sporedi Clostridium botulinum che provocano il botulismo infantile. A sentire i racconti di mamme "naturiste", che hanno somministrato ai propri figli (di meno di un anno) del miele grezzo, affermando che i loro figli non hanno avuto alcun problema, "mi si rizza la pelliccia" davanti a tanta sconsideratezza. La presenza delle spore del batterio e' accertata, visto che si trovano comunemente in natura. L'insorgenza del botulismo infantile dipende da molti fattori, quali l'allattamento artificiale, la flora intestinale non ancora formata, stati debilitativi a seguito di assunzione di antibiotici e vie dicendo. Senza volerne fare una questione di principio o creare inutili allarmismi, consiglio di evitare nella maniera piu' assoluta di somministrare miele vergine grezzo ai bambini con meno di 12 mesi e di utilizzare, per loro, solo del miele pastorizzato.

Miele pastorizzato:

Il miele pastorizzato viene sottoposto ad un trattamento termico di 75/78°C per pochi istanti per poi essere immediatamente raffreddato. Viene pastorizzato per eliminare eventuali spore batteriche (tipo il botulino di cui sopra), ma anche e soprattutto per rendere omogeneo un miscuglio di mieli di differenti aree di produzione e di diversa qualita'. Il miele (sur)riscaldato, invece, viene portato a temperature superiori ai 45°C., soprattutto per renderlo fluido e facilmente lavorabile. Il miele pastorizzato, al pari del latte fresco pastorizzato, perde la maggior parte delle sostanze benefiche che contiene naturalmente, ma e' sicuramente piu' pratico per l'utilizzo domestico.
Il miele viene filtrato (a parte il miele in favo, tutto il miele viene filtrato) principalmente per eliminare i residui di cera presenti. Se il miele viene anche pastorizzato, la filtratura viene fatta con filtri a maglie piu' strette (microfiltratura) o con filtratura forzata a pressione, privandolo anche dei granelli di polline e di parte degli oligoelementi in esso presenti.

Il miele pastorizzato, essendo gia' stato riscaldato ben oltre il dovuto, risulta preferibile per i dolci da forno e per dolcificare bevande calde, tipo il caffe' o il the.
Viene commercializzato in vasetti di vetro o nei praticissimi contenitori di plastica alimentare, quelli da schiacciare con tappo a chiusura rapida, anche a forma di orso.

Il miele pastorizzato e' purtroppo soggetto a sofisticazioni varie e puo' essere frutto di miscelazione con mieli di diversa origine geografica, normalmente piu' scadenti ed a basso costo.

Come orientarsi nella scelta del miele:

Se si vive in citta', spesso il miele pastorizzato e' l'unico disponibile nei supermercati. Conviene rivolgersi ad erboristerie o negozi con prodotti biologici per acquistare del miele vergine grezzo, oppure cercare degli apicoltori locali che lo producano.
Non e' raro trovare degli apicoltori che vendono miele prodotto da loro nei mercati cittadini o rionali, magari assieme a frutta e verdura dei loro campi.

E' sempre opportuno leggere con molta attenzione l'etichetta, obbligatoria per Legge, per capire se e' stato pastorizzato e la sua effettiva provenienza. La dicitura "miele da paesi UE ed extraUE" (o paesi comunitari ed extracomunitari) dovrebbe indicare, senza possibilita' di indurre il consumatore in errore, da dove proviene il miele che si sta acquistando. Personalmente non acquisterei del miele in parte (o totalmente) extracomunitario, principalmente per le diverse normative e condizioni igieniche dei paesi produttori. Per fare un esempio, in Italia il miele viene fatto maturare in contenitori di acciaio inox destinati al contatto con alimenti, mentre in Cina, per maturazione e trasporto, vengono utilizzati contenitori metallici (ma piu' economici dell'acciaio inox alimentare), che mi ricordano molto da vicino i fusti, contenenti sostanze tossico nocive, che vengono recuperati dai nostri mari.

Per darvi un parametro di valutazione, un contenitore "domestico" da 5Kg in acciaio inox per alimenti, destinato a contenere del miele, costa circa 75eur, cioe' circa il 50% in piu' del valore medio (10eur/Kg) del prodotto alimentare che puo' contenere. Il prezzo del miele cinese varia da 1 a 3 USD/Kg ed i contenitori utilizzati per il trasporto costano sicuramente molto di meno del prodotto che contengono. Sembra che alcuni produttori cinesi si siano gia' preoccupati di uniformarsi alle richieste dei mercati europei e nordamericani, ottenendo certificazioni bio, kosher ed HACCP ma, visto che in Italia si produce miele un po' ovunque, meglio consumare del miele vergine grezzo italiano, piuttosto che importarlo da altri paesi.

Questa pagina contiene l'elenco dei mieli italiani ed alcune delle loro caratteristiche e, se gia' disponibili, anche le schede informative relative al miele italiano, alle sue caratteristiche ed alle sue proprieta' terapeutiche. Qui si trova l'indice delle schede informative di diversi tipi di miele italiano prodotti in Italia.

Il miele italiano per ogni varieta' uniflorale contempla una scheda informativa con tutte le caratteristiche e proprieta' terapeutiche.

vasetti di miele italiano di millefiori primaverili ed estivi
vasetti di miele italiano di millefiori primaverili ed estivo

Ecco un elenco, non esaustivo, dei diversi tipi di miele italiano:

miele uniflorale:

  • miele di acacia - antinfiammatorio per la gola e le patologie app.digerente, disintossicante del fegato, lassativo, gastroprotettore, antiacido
  • miele di abete - indicato contro tutte le infezioni ed anche contro l’alitosi
  • miele di arancio o zagara d'arancio - antispasmodico, sedativo, cicatrizzante per le ulcere, contro ansia, emicrania, insonnia e nervosismo
  • miele di biancospino - calmante, antispasmodico, raccomandato l’uso in casi d’ipertensione e d’arteriosclerosi. adatto ai cardiopatici, utile in caso di angina, spasmi e palpitazioni. indicato contro il nervosismo e gli stati d'ansia
  • miele di cardo - purificante del fegato e stimolante per l'appetito
  • miele di castagno - antispasmico, antismatico, astringente, favorisce circolazione sanguigna e disinfetta le vie urinarie
  • miele di ciliegio - disintossicante e drenante per i reni
  • miele di colza - consigliato nel trattamento delle malattie renali e dell'osteoporosi. protegge fegato, milza e pancreas da varie malattie
  • miele di corbezzolo - antiasmatico e diuretico.  disinfettante delle vie urinarie e decongestionante delle emorroidi
  • miele di erba medica - antinfiammatorio e tonificante dopo l'attivita' sportiva
  • miele di erica - antireumatico, diuretico e disinfettante delle vie urinarie
  • miele di eucalipto - antibiotico, antiasmatico ed anticatarrale, espettorante, calmante della tosse e utile nelle affezioni bronchiali
  • miele di girasole - antinevralgico, febbrifugo, regola il colesterolo, calcificante delle ossa, previene l’osteoporosi
  • miele di lavanda - leggermente analgesico, antireumatico, diuretico e digestivo
  • miele di limone o zagara di limone - cura e previene l'influenza
  • miele di robinia (vedi miele di acacia)
  • miele di rosmarino - combatte astenia, cura il fegato, la colite ed i calcoli, utile in caso di insufficienza epatica o di affaticamento
  • miele di rovo - regolatore dell'apparato digerente
  • miele di sulla - tonico, diuretico e lassative, svolge azione depurativa
  • miele di tarassaco - regolatore di fegato ed intestino
  • miele di tiglio - calmante, diuretico, digestivo, espettorante, rilassante, sudorifero. sedativo dei dolori mestruali, combatte insonnia e irritabilita'
  • miele di timo - antisettico, calmante, febbrifugo, tonico. indicato per affezioni delle vie respiratorie  e per le influenze
  • miele di trifoglio - antisettico, calmante, depurativo, diuretico, immunizzante, ricostituente. utile per fissare il calcio nelle ossa

miele multiflorale:

  • miele di agrumi (arancio, limone e bergamotto) o miele di fiori di zagara - calmante contro ansia e nervosismo
  • miele di fruttiferi (pero, melo, pruno, mandorlo, cilliegio) - antibatterico ed antiinfiammatorio nelle malattie dell'apparato respiratorio, dell'app.digerente e dei reni
  • miele di millefiori - energetico e disintossicante del fegato
  • miele di leguminose (trifoglio, erba medica, lupinella, ginestrino) - antisettico, antinfiammatorio, calmante
miele vergine grezzo primaverile
miele vergine grezzo primaverile completamente cristallizzato

miele di melata:

  • melata d’abete - antisettico polmonare e delle vie respiratorie, è consigliato nei casi di asma, bronchite, faringite, influenza, raffreddore, rinite, tracheite
  • melata di quercia -  antisettico delle vie respiratorie, antianemico.indicato per problemi circolatori, dermatiti e pruriti ed anche per l'alitosi
  • melata di bosco - energetico e ricostituente
  • melata di latifoglie - energetico e ricostituente

cliccare sul nome del miele per andare alla scheda informativa che ne descrive caratteristiche e proprieta'.

 Il miele uniflorale ha, in genere, caratteristiche fisiche e proprieta' terapeutiche piu' specifiche rispetto ai mieli multiflorali. Alcuni mieli uniflorali sono molto rari, sia perche' vengono prodotti solo in alcune regioni o localita', sia perche' vengono spesso prodotti in piccole quantita'.

Se non siete alla ricerca di un miele italiano uniflora specifico, anche se disponibile solo a caro prezzo, consiglio di utilizzare miele italiano, meglio se miele vergine grezzo, anche multiflorale, meglio se prodotto nella propria provincia o regione.