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Il Vaso Trap ® e' un brevetto italiano e consiste in un tappo in materiale plastico da avvitare ad un vasetto di vetro vuoto da 1Kg. ed usarlo per catturare insetti dannosi alle coltivazioni senza l'utilizzo di veleni o pesticidi.

Vaso Trap ® il tappo trappola biologico

Il Vaso Trap ® e' un brevetto italiano e consiste in un tappo di platica da avvitare ad un vasetto di miele da 1kg vuoto.

Le miscele attrattive presenti in questa non attirano gli insetti da tutelare, quali api e bombi.

Il Vaso Trap ® e' adatto ad essere posizionato in prossimita' di apiari ed e' in grado di catturare molte varieta' di vespe e calabroni, senza utilizzare prodotti chimici inquinanti e dannosi per la salute delle api.

Vaso Trap il tappo trappola biologico
Vaso Trap il tappo trappola biologico

Il Vaso Trap ® e' una "biotrappola cromotropica alimentare per cattura di insetti nocivi".

Ingredienti:

dosi per vaso di vetro da 1Kg.

  • Calabroni, vespe, calabrone asiatico (Vespa Velutina)
    • 350ml di birra
    • 2 cucchiai di zucchero (o miele)

oppure

    • 200ml di acqua
    • 3 cucchiai di zucchero (o miele)
    • 100ml di aceto di vino rosso
  • Drosophila Sukukii
    • 200 ml di aceto di mele
    • 100 ml di vino rosso
    • 1 cucchiaio di zucchero
  • Mosche e mosconi comuni
    • 350ml di acqua
    • 30g di scarti di pesce crudo, sarde, acciughe
  • Mosche della frutta
    • 350ml di ammoniaca liquida non profumata
    • 1 sardina cruda (o pesce crudo per circa 30g.)
  • Carpocapsa, Sesia, Falene, Tignole e altri lepidotteri
    • istruzioni incluse nella confezione di vendita

Preparazione della biotrappola Vaso Trap ®

versare gli ingredienti in un vasetto da miele da 1kg, fino a riempirlo per almeno 1/3 del volume ed applicare il tappo Vaso Trap ® al posto del tappo originale.

Il tappo Vaso Trap ® si incastra facilmente al vasetto e non serve forzare troppo per applicarlo in modo che il collo del vasetto sia vincolato al tappo.

VasoTrap  il tappo trappola biologico
VasoTrap il tappo trappola biologico appeso ad un ramo (senza il liquido attrattivo al suo interno)

Il Vaso Trap ® e' composto da 2 pezzi, il coperchio vero e proprio ed un imbuto.

Per catturare gli insetti vengono utilizzati entrambi i pezzi.

Per catturare invece lumache e limacce nell'orto, il Vaso Trap ® deve essere utilizzato soltanto con il coperchio montato, togliendo l'imbuto.

Posizionamento del Vaso Trap ®

Posizionare il Vaso Trap ® a circa 2mt di altezza a Sud  o Sud-Ovest rispetto all'area da proteggere, meglio se in pieno sole.

Sostituire ogni 30/40gg le esche all'interno dei vasetti per mantenerle attrattive ed efficaci.

Per lumache e limacce, posizionare il Vaso Trap ® nel terreno, interrato quasi del tutto (deve spuntare tutto il coperchio e 3cm circa del bordo del vasetto) in prossimita' dell'orto. Lumache e limacce verranno attirate dal composto attrattivo e cadranno nel vasetto, senza piu' riuscire ad uscire.

VasoTrap il tappo trappola biologico pieno di insetti catturati

Il Vaso Trap ® non e' adatto per interni e per cattura di zanzare.

 Valutazione personale del Vaso Trap ®

Il Vaso Trap ® e' un brevetto italiano e come tale gia' gode del vantaggio dell'originalita', rispetto ai diretti concorrenti.

Si tratta di una soluzione facile ed economica per risolvere il problema degli insetti dannosi per le coltivazioni e fastidiosi per l'uomo, senza l'utilizzo di insetticidi.

Le sue dimensioni sono adatte sia per appenderlo ad un ramo, sia per tenerlo nelle vicinanze del proprio giardino o terrazza.

Visto che costa poco ed e' realmente efficace, consiglio di acquistarne un paio e mettersi a provare le varie miscele per verificarne l'efficacia sul campo.

Riferimenti al Vaso Trap ®

Questo e’ il sito del produttore del Vaso Trap ®.

Il TapTrap ® e' un brevetto italiano e consiste in un tappo di platica da avvitare ad una bottiglia di plastica da recupero vuota da 1,5Lt.. Biotrappola per catturare gli insetti nocivi alle coltivazioni ed all'uomo.

Tap Trap ® il tappo trappola biologico

Il Tap Trap ® e' un brevetto italiano e consiste in un tappo di platica da avvitare ad una bottiglia di plastica da recupero vuota.

Le miscele attrattive presenti in questa non attirano gli insetti da tutelare, quali api e bombi.

TapTrap il tappo biotrappola
TapTrap il tappo biotrappola per difendersi dagli insetti nocivi

Il Tap Trap ® e' una "biotrappola cromotropica alimentare per la difesa ecologica dei frutteti"

Ingredienti:

dosi per una bottiglia di plastica da 1,5lt.

  • Calabroni, vespe, calabrone asiatico (Vespa Velutina)
    • 1/2 litro di birra
    • 2 cucchiai di zucchero (o miele)

oppure

    • 1/2 litro di acqua
    • 3 cucchiai di zucchero (o miele)
    • 1 bicchiere di aceto di vino rosso
  • Drosophila Sukukii
    • 250 ml di aceto di mele
    • 100 ml di vino rosso
    • 1 cucchiaio di zucchero
  • Mosche e mosconi comuni
    • 1/2 litro di acqua
    • 30g di scarti di pesce crudo, sarde, acciughe
  • Mosche della frutta
    • 1/2 litro ammoniaca liquida non profumata
    • 1 sardina cruda (o pesce crudo)
  • Carpocapsa, Sesia, Falene, Tignole e altri lepidotteri
    • istruzioni incluse nella confezione di vendita

Preparazione della biotrappola Tap Trap ®

versare gli ingredienti in una bottiglia di plastica da 1,5 Lt ed applicare il tappo Tap Trap ® al posto del tappo originale.

Il tappo TapTrap ® si incastra facilmente alla bottiglia e non serve forzare troppo per applicarlo in modo che il collo della bottiglia sia vincolato al tappo.

TapTrap il tappo biotrappola
TapTrap il tappo biotrappola attaccato al collo di una bottiglia di plastica

Posizionamento del Tap Trap ®

Posizionare a circa 2mt di altezza a Sud  o Sud-Ovest rispetto all'area da proteggere, meglio se in pieno sole.

Sostituire ogni 30/40gg le esche all'interno delle bottiglie per mantenerle attrattive ed efficaci.

TapTrap il tappo biotrappola
TapTrap il tappo biotrappola posizionato sotto ad un albero di pesche

Il Tap Trap ® non e' adatto per interni e per cattura di zanzare.

Valutazione personale del Tap Trap ®

Il Tap Trap ® e’ un brevetto italiano e come tale gia’ gode del vantaggio dell’originalita’, rispetto ai diretti concorrenti.

Si tratta di una soluzione facile ed economica per risolvere il problema degli insetti dannosi per le coltivazioni e fastidiosi per l’uomo, senza l’utilizzo di insetticidi.

Al pari del VasoTrap ®, le sue dimensioni sono adatte sia per appenderlo ad un ramo, sia per tenerlo nelle vicinanze del proprio giardino o terrazza.

Visto che costa poco ed e’ realmente efficace, consiglio di acquistarne un paio e mettersi a provare le varie miscele per verificarne l’efficacia sul campo.

Riferimenti al Tap Trap ®

Questo e’ il sito del produttore del Tap Trap ®.

Oggi c'era un po' di sole e ne ho subito approfittato per fare una visita di controllo apiario.
La temperatura dell'aria e' ancora bassa, ma il sole di oggi ha permesso alle api bottinatrici di lavorare un po'.

Le soglie di alcune arnie erano semideserte, mentre altre erano piuttosto affollate, nonostante il freddo di febbraio.

Arnia durante l'ultimo controllo apiario
Arnia durante l'ultimo controllo apiario

In giro c'e' il nocciolo da bottinare ed anche la fioritura del Calycanthus continua.

Fiori di Calycanthus
Fiori di Calycanthus

In attesa di temperature piu' alte per poter aprire le arnie, ho potato un paio di piante dell'apiario. La settimana scorsa era toccato al caco ed oggi ho potato il gelso e l'acacia. Appena possibile dovro' mettere in vaso un paio di alberelli di giuggiole che ho promesso ad un amico, spuntati un po' ovunque nel giardino antistante l'apiario. Devo recuperare un paio di giovani piante d'acacia per piantarle nel raggio utile dell'apiario.

Non c'e' niente di meglio che stare un po' al sole, anche le api si scaldano, esattamente come faccio io.

Foto di due api al sole su arnia
Api al sole su arnia

A quanto pare lo stare al sole non piace solo alle api ed anche una farfalla si posa sull'arnia, proprio davanti alla soglia.

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Ancora un po' di attivita' sulla soglia dell'arnia finche' i raggi del sole la riscaldano.

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Le api sono rientrate nelle arnie ed il sole tramonta su questa tiepida domenica di febbraio.

20150208_Orsomiele_tramonto-su-apiario_03_09

La visita di controllo apiario di oggi non mi ha permesso di fare molto per le api, ma ho fatto qualche lavoretto all'aria aperta e sono soddisfatto. L'inverno non e' ancora terminato, le temperature non mentono.

Anche se le previsioni del tempo hanno annunciato un brusco calo delle temperature, oggi ci sono circa 14 gradi ed ho deciso di fare un giro in bicicletta per fare una visita controllo apiario. Le soglie di alcune arnie erano semideserte, mentre altre erano piuttosto affollate, vista la stagione e la ridottissima disponibilita' di nettare. In alcune c'era un po' di attivita', ma erano famiglie forti e numerose e sembrano piu' "temerarie" nello sfidare il freddo rispetto alle altre. Il bilancio della visita di controllo in apiario e' senz'altro positivo e le famiglie sembrano attive ed in salute.

Gennaio visita controllo apiario in pillole

Anche se le previsioni del tempo hanno annunciato un brusco calo delle temperature, oggi ci sono circa 14 gradi ed ho deciso di fare un giro in bicicletta per fare una visita di controllo in apiario.

Foto di api su soglia ocra che si godono il primo timido sole di gennaio
Api su soglia ocra si godono il primo timido sole di gennaio

Le soglie di alcune arnie erano semideserte, mentre altre erano piuttosto affollate, vista la stagione e la ridottissima disponibilita' di nettare.

In questa c'era un po' di attivita', ma sono famiglie forti e numerose e sembrano piu' "temerarie" nello sfidare il freddo rispetto alle altre.

Foto di api su soglia verde che si godono il primo, timido sole di gennaio
Api su soglia verde si godono il primo timido sole di gennaio

Anche in questa arnia c'era movimento costante di api ed anche qualche bottinatrice che rientrava con del polline ( forse di tarassaco, ma anche il nespolo e' in fiore)

Foto di api su soglia rossa in attivita' nel mese di gennaio
Api su soglia rossa in attivita' nel mese di gennaio

In queste altre invece c'era pochissima attivita' all'esterno. Forse erano rimaste in poche per tenere caldo l'alveare e preferivano restare all'interno al riparo.

Foto di arnia verde a gennaio con poche api in vista
Arnia verde a gennaio. Poche api in vista

Un'altra soglia deserta, meglio controllare se stanno consumando il candito ...

Foto di arnia marrone a gennaio con poche api in vista
Arnia marrone a gennaio. Poche api in vista

All'apertura del tetto, dopo aver rimosso la copertura invernale (un ritaglio di feltro) per scoprire il diaframma trasparente per ispezione, in qui c'e' il foro per la nutrizione aggiuntiva, la sorpresa: non c'erano poche api, ma erano solo un po' pigre e, forti di abbonanti scorte, preferivano alimentarsi con il candito, invece di uscire alla ricerca di quel poco che offre l'inverno.

Foto di api viste dal foro di nutrizione
Api viste dal foro di nutrizione

Sembra che il candito bianco sia preferito, rispetto a quello giallo, dalle api di questo apiario.

Foto di api mentre si cibano di candito solido
Api mentre si cibano di candito solido

E' importante controllare spesso il proprio apiario, anche se soltanto dall'esterno, come succede in inverno. Il rischio di perdere una famiglia per pura disattenzione e' altissimo. Posticipare la fusione di due famiglie, ad esempio, anche di pochi giorni, puo' determinare la morte di quella piu' debole. Lo stesso puo' succedere per mancanza di nutrizione integrativa o se questa viene fatta con approssimazione. Inutile mettere del candito solido se questo non viene bagnato un po' per facilitarne l'uso.

Gennaio visita controllo apiario il bilancio

Il bilancio della visita controllo apiario e' senz'altro positivo e le famiglie sembrano attive ed in salute.  🙂

Si apre con gennaio il calendario dell' apicoltore 2015, che ho deciso di scrivere per tenere come promemoria delle cose che dovro' fare per condurre il mio futuro apiario (con la mia unica arnia). Inventario ed approviggionamenti di magazzino, manutenzione e revisione del materiale non in uso. Predisporre telaini con fogli cerei per nido e melario Verificare se necessaria nutrizione aggiuntiva con candito

Si apre con gennaio il calendario apicoltore 2015, che ho deciso di scrivere per tenere come promemoria delle cose che dovro' fare per condurre il mio futuro apiario (con la mia unica arnia).

Gli ultimi giorni di dicembre ci hanno regalato un po' di neve, che non ha retto ai primi raggi di sole dell'anno nuovo.

2015-gennaio_arnia-innevata

 

Qui il 2015 e' iniziato con un po' di sole, ma la temperatura non e' andata oltre i 10 gradi.

Le api hanno approfittato del tempo favorevole per fare un po' di pulizia dell'alveare.

api-su-soglia-gennaio-2015

Nel 2014 ho fatto esperienza come assistente apicoltore nella conduzione di un apiario di quasi 30 arnie e mi sono guadagnato un piccolo spazio dove ospitero' la mia unica arnia (questa l'idea iniziale) e produrro' da solo il miele che consumero' fino alla prossima stagione.

Gli ultimi giorni dell'anno sono stati dedicati all'inventario annuale e da gennaio iniziano gli approviggionamenti di magazzino per la nuova stagione apistica.
Questo e' il periodo adatto per acquistare i fogli cerei, i telaini nuovi ed il filo per armarli e fare un po' di manutenzione di melari ed arnie vuote giacenti in magazzino. Predisporre i telaini da nido e da melario che sono stati previsti, armandoli con il filo ed installandoci quindi i fogli cerei, in modo che siano pronti appena dovranno essere utilizzati.

Allo scopo di evitare perdite di sciami per mancanza di scorte, all'occorrenza bisogna integrare la nutrizione con del candito solido.

Oggi non era abbastanza caldo da aprire le arnie per controllare lo stato delle famiglie, ma si e' impiegato il tempo a predisporre un nuovo supporto per le arnie, nella posizione che occupera' durante tutta la stagione. Il supporto scelto e' formato da due pali da filare o da vigna in cemento armato, posizionati sopra 3 montanti, composti ognuno da una copia di forati in cemento soprapposti. utilizzando questo supporto, le arnie vengono poste a 60cm di altezza sul piano di campagna.

Il miele in favo viene prodotto interamente dalle api, senza alcun intervento da parte dell'uomo. A differenza del comune miele in vasetto (che l'uomo estrae dai telaini, lavora con diversi metodi ed infine versa nei vasetti), quello in favo viene semplicemente staccato dai telaini ed immediatamente confezionato per la vendita.

Il miele in favo viene prodotto interamente dalle api, senza alcun intervento da parte dell'uomo.

A differenza del comune miele in vasetto (che l'uomo estrae dai telaini, lavora con diversi metodi ed infine versa nei vasetti), quello in favo viene semplicemente staccato dai telaietti ed immediatamente confezionato per la vendita.

Il miele in favo e' quindi miele vergine, di qualita' e purezza superiori rispetto allo stesso miele, se lavorato, ed andrebbe consumato con tutta la cera, senza eliminarla.

Produrre il miele in favo

Per produrre il miele in favo, l'apicoltore utilizza dei supporti in plastica alimentare (o in legno, alla francese) detti favetti, che vengono inseriti nei comuni telaini da melario e lasciati riempire dalle api. Una volta riempiti dalle api (vedi foto), i favetti vengono inseriti in contenitori trasparenti su cui viene apposto un sigillo di garanzia autoadesivo e sono pronti per la vendita.

Miele-in-favo
Miele in favo dentro favetto di plastica

Il costo dei favetti in plastica e' di circa 2 euro l'uno. Il costo comprende sia il favetto (in cui inserire il foglio cereo), che la confezione trasparente di vendita. In un telaino standard da melario si inseriscono esattamente (senza sprecare spazio) quattro favetti in plastica, quindi il costo totale e' di circa 8 euro per ogni telaino.
I favetti in legno alla francese costano anche di piu', ma sono superiori soltanto dal punto di vista estetico, rispetto a quelli in plastica alimentare.
L'apicoltore risparmierà sicuramente sulle (costose) attrezzature necessarie per produrre il miele, ma il costo inciderà direttamente sul prezzo di vendita al consumatore.

Ricavare il miele in favo

Un altro metodo di produzione del miele in favo consiste nel tagliare i favi direttamente dai telaini standard e confezionarli in confezioni di plastica trasparente. Questo e' un metodo piu' economico del precedente, perché non bisogna acquistare i favetti, ma e' anche meno "pulito". Tagliando il favo, le cellette lungo il perimetro vengono inevitabilmente rotte e viene disperso un po' di miele. Se il pezzo di favo viene inserito subito nella confezione di vendita, ci sarà del miele sparso sul fondo della confezione.
Se invece il favo verrà fatto decantare sopra un banco di disopercolazione, si eviterà l'inconveniente di cui sopra, ma si dovrà comunque lavorare anche il miele disperso.

Miele in favo in vasetto

Ultimo metodo di produzione, ancora più economico del precedente, consiste nell'utilizzare i comuni vasetti in vetro da 1Kg, capovolti sul fondo del melario. Sul fondo del melario, sopra l'escludiregina, potrà essere aggiunto un pannello in legno con fori circolari, in cui inserire i vasetti in vetro fino al limite della filettatura, oppure utilizzare dei fondi in plastica alimentare già predisposti per avvitarci i vasetti in vetro, distanziati tra loro per poterne controllare a vista il riempimento.
Questo metodo presenta almeno uno svantaggio, perché i vasetti presentano dello spazio vuoto tra i favi costruiti dalle api e i consumatori non saranno certo contenti di acquistare un vasetto non completamente pieno.
Per ovviare a questo il produttore (spesso, purtroppo) riempie lo spazio vuoto con del miele lavorato, che non puo' certo essere della stessa qualità di quello presente all'interno del favo.

Etichettatura

Fate attenzione alla confezione di vendita ed all'etichettatura!
"Miele IN favo" non equivale a "miele CON favo" e nemmeno a "miele E favo". Dopo aver guardato la confezione di vendita, bisogna leggere attentamente l'etichetta, per vedere l'origine di cio' che state acquistando. Nel caso del miele in favo, questo non può essere originario di paesi UE ed ExtraUE, perché e' un unico prodotto.


Il mio consiglio e' quello di acquistare e consumare soltanto miele italiano, prodotto e confezionato in Italia. In ogni regione italiana ci sono piccoli e medi produttori di miele, di diverse varietà, che dipendono dalla flora autoctona della regione. Se vi piace, ad esempio, il miele d'arancio o di zagara, lo potrete acquistare direttamente (o via internet) quasi esclusivamente da un produttore della Sicilia. Difficilmente un produttore del Trentino potrà produrre miele d'arancio (senza spostare le sue arnie in Sicilia), perché il Trentino non produce arance.
Facile, no? 😉