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La preparazione della crema spalmabile Nocciomiele con nocciole e miele e’ molto semplice, se si utilizza la pasta di nocciole per gelateria

La crema "nocciomiele" con nocciole e miele

Anche oggi ho preparato una crema spalmabile con nocciole e miele.

Ho utilizzato del miele grezzo italiano, un millefiori estivo autoprodotto non troppo dolce ed una pasta di Nocciola Piemonte IGP, meglio conosciuta come Nocciola Tonda Gentile delle Langhe

La pasta di Nocciola Piemonte IGP l'ho acquistata via internet in Piemonte, da un fornitore di prodotti prelavorati per gelateria e pasticceria.

La ricetta l'ho copiata dal mio sito di riferimento per la gelateria domestica ed altro www.jopistacchio.it, che l'aveva realizzata gia' da tempo.

Ho utilizzato le stesse dosi della ricetta originale, senza alcuna modifica, visto che era gia' perfetta' cosi'.

Ingredienti della crema spalmabile "Nocciomiele" con nocciole e miele

Queste le dosi esatte per 1Kg di crema spalmabile nocciole e miele.

600g. miele grezzo italiano (tipo millefiori estivo, meno dolce rispetto al millefiori primaverile)

400g. pasta di Nocciola Piemonte IGP (ad uso gelateria)

Crema Nocciomiele con nocciole e miele
Ingrdienti della crema spalmabile Nocciomiele con nocciole e miele

 

Preparazione

La preparazione della crema spalmabile nocciole e miele e’ molto semplice, se si utilizza una pasta di nocciole per gelateria.

Basta mettere i due ingredienti in un pentolino antiaderente sui fornelli ed accendere il fuoco, utilizzando la fiamma al minimo e mescolare il tutto per un paio di minuti.

Crema Nocciomiele con nocciole e miele
Una fase della preparazione della crema Nocciomiele con nocciole e miele

Miscelare continuamente con un mestolo in silicone, fino ad una completa fusione tra la pasta di nocciole ed il miele.

Nel mio caso, utilizzando del miele grezzo, sono stato quasi costretto, per ridurre i tempi, ad utilizzare il calore per sciogliere il miele.
Se si utilizza del miele gia’ sciolto (utilizzate solo Miele Italiano, mi raccomando), si puo’ provare ad emulsionare i due ingredienti a freddo.

Mi raccomando di fare molta attenzione a non superare i 35 gradi, per non privare il miele della maggior parte delle vitamine in esso contenute.

Bastano pochi minuti per miscelare gli ingredienti alla perfezione, senza dover utilizzare il mixer ad immersione, che potrebbe incorporare aria indesiderata.

Quando la miscela e’ ben amalgamata, versarla nel vasetto in cui si intende conservarla, prestando attenzione a versarla soltanto al centro del vasetto, in modo che non si creino bolle o sacche d’aria.

Preparazione alternativa

Utilizzando la pasta di nocciole gia' pronta, la crema si realizza in pochi minuti.
Volendo realizzarla a partire dalle nocciole intere, la procedura e' un po' piu' lunga e complicata.

Procurarsi delle nocciole gia' tostate (preferibilmente di origine italiana, quindi di ottima qualita'), sgusciarle e togliere anche la pellicina che le ricopre.
Fare ovviamente attenzione che non restino pezzi di guscio tra le nocciole.

L'ideale sarebbe pestarle in un frantoio con un pestello in pietra o metallo, fino a ridurle in poltiglia. Il pestello in materiale diverso dal legno permette di trattenere tutto l'olio delle nocciole, senza che questo venga assorbito dal legno del pestello. Di frantoi ne ho visti di diversi tipi. Se non si vogliono spendere troppi soldi per acquistarne uno in marmo bianco di Carrara, adatto anche alla preparazione del pesto, basta acquistarne uno di quelli per le spezie, in pietra o metallo, che torneranno utili, ad esempio, per ridurre in polvere il pepe in grani.

Il risultato finale non sara' all'altezza della pasta di nocciole per gelateria (che viene realizzata con apparecchiature professionali, in cui vengono fatte girare delle sfere di acciaio inox che riducono le nocciole in una pasta finissima, senza spreco di olio), ma sara' comunque soddisfacente.

Ho provato a realizzare la pasta sia con il frullatore, che con il mixer ad immersione. Dopo vari tentativi fatti con pessimi risultati, sconsiglio di provarci.
Il problema non e' la qualita' del frullatore o mixer ad immersione e nemmeno il loro numero massimo di giri. L'olio rilasciato dalle nocciole tende velocemente ad "impaccare" la pasta di nocciole ed il mixer sembra girare a vuoto. Lo stesso effetto si ottiene con il frullatore, ma in questo caso c'e' un'altra controindicazione: il velocissimo giro delle lame scalda la pasta di nocciole e brucia l'olio, lasciando un bruttissimo gusto di bruciato nella pasta e lasciando odore di bruciato nell'ambiente, come se si avesse fuso il frullatore.

L'unico apparecchio domestico in grado di ottenere buoni risultati è l'estrattore di succo a bassa velocità, che non brucia l'olio e mantiene bassa la temperatura.
Io ne ho acquistato uno di quelli venduti dal sito Jopistacchio.it, il più economico fra quelli in vendita, e devo ammettere che il risultato è stato ottimale, quasi al livello della pasta di nocciole per uso gelateria che ho acquistato.

Valutazione finale della crema “Nocciomiele” con nocciole e miele

L’ho soltanto assaggiata, sia spalmata su una fetta di pane bianco, che leccandola direttamente dal pentolino utilizzato per scaldarla.
Familiari ed amici a cui l'ho regalata ne sono rimasti entusiasti. Credo che presto dovrò ordinare altra pasta di nocciole, perché il vasetto che avevo messo nella credenza si svuota a vista d'occhio, anche se i miei familiari affermano che non sono loro a consumarla.

Crema spalmabile Nocciomiele con nocciole e miele
Crema spalmabile Nocciomiele con nocciole e miele in vasetto

A me e’ piaciuta tantissimo e la rifaro' spesso. A differenza di quella fatta con il pistacchio, questa Nocciomiele, con nocciole e miele piace moltissimo ai bambini ed e' una ottima (e sana) alternativa alle creme spalmabili alla nocciola che si trovano in commercio.

Il sapore e’ dolce, ma non troppo. Per ottenere un sapore piu' dolce, consiglio di utilizzare miele monoflorare di Acacia, oppure miele millefiori primaverile, assicurandosi, come sempre, che sia Miele Italiano al 100%.

 

La dieta del miele - Ritengo che la semplice sostituzione dello zucchero con del miele possa gia' apportare benefici sistemici all'organismo umano e la sua integrazione in una dieta bilanciata sara' di sicuro giovamento alla propria salute.

La dieta del miele, The Honey Diet

La dieta del miele, The Honey Diet, e' il titolo dell'omonimo libro di Mike McInness, che ha teorizzato sull'efficacia del miele in una cura dimagrante che e' stata molto pubblicizzata in Rete e sui social networks.
Purtroppo, come spesso accade con i passaparola, la dieta del miele originale e' stata riveduta, corretta, modificata, semplificata e, aggiungo, falsata, per renderla piu' "appetibile" al grande pubblico.

Appena ne ho sentito parlare, questa dieta prometteva di perdere 1Kg alla settimana, mentre adesso ne farebbe perdere almeno 3 alla settimana.

In un primo momento, bastava assumere 1 cucchiaino di miele ogni sera, prima di andare a dormire (per perdere 1Kg), ma poi qualcuno ha voluto esagerare ed adesso gira voce che, con 2 cucchiaini ogni sera, si perderebbero 3Kg alla settimana (non 3Kg in una settimana, ma alla settimana... boh?).

Dieta del miele & Grana padano con miele 2
Dieta del miele & Grana padano con miele

Ritengo che la semplice sostituzione dello zucchero con del miele possa gia' apportare benefici sistemici all'organismo umano e la sua integrazione in una dieta bilanciata sara' di sicuro giovamento alla propria salute.

Miele per sostituire lo zucchero

Il miele e' preferibile come dolcificante al posto degli zuccheri complessi (zucchero bianco, saccarosio, zucchero di canna grezzo o raffinato).
Alcuni tipi di mieli monoflorali sono piu' adatti di altri per sostituire il dolcificante abituale.

Il miele, sopratutto se miele grezzo italiano, e' aromatico di suo ed aggiunge il suo retrogusto alla bevanda da dolcificare.
Per evitare che il miele cambi il gusto della bevanda conviene, utilizzare mieli con un sapore meno marcato.

Miele nei dolci e nelle torte al posto dello zucchero

Il miele contiene mediamente il 20% di liquidi, quindi la sostituzione, ad esempio, di 100g di zucchero in una ricetta, prevede che vengano utilizzati 100g. di miele e tolti 20g di liquidi dagli altri ingredienti.

Miele nei gelati

Il miele contiene mediamente il 20% di liquidi e l'80% di zuccheri.

A seconda del tipo di miele utilizzato, conviene conoscere l'esatta quantita' di acqua in esso presente (si usa il rifrattometro da miele, con scala fino a 95% zucchero) e tenerne conto per il bilanciamento della ricetta.

La quantita' in percentuale di fruttosio, rispetto al glucosio, nel miele utilizzato dipende anch'essa dal tipo di miele.
I mieli che cristallizzano poco o dopo lungo tempo hanno una maggiore quantita' di fruttosio e quindi un maggior potere anticongelante PAC di cui tenere conto.

Non scaldare il miele ad oltre 35 gradi per non privarlo delle vitamine presenti.

Il miele agisce da stabilizzante delle emulsioni.

La dieta del miele quotidiano

Non serve molto sacrificio e sara' di sicuro beneficio (fa anche rima) sostituire lo zucchero che si utilizza abitualmente con del miele.

Il miele e' piu' veloce da trasformare in energia per l'organismo umano rispetto al comune saccarosio e comporta meno lavoro da parte dell'organismo.

Perche' dunque non seguire questa facile dieta del miele e provare se funziona?

Dieta del miele & Grana Padano
Dieta del miele & Grana Padano

Nuova etichettatura europea degli alimenti

Dal 13 dicembre 2014 e' entrato in vigore il regolamento della Commissione europea 1169/2011 sulla nuova etichettatura europea degli alimenti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea L 304/18 del 22 novembre 2011. Ai produttori e' stato dato tempo fino a giugno 2015 per esaurire le scorte di alimenti gia' confezionati con etichettatura non conforme.

Foto di un vasetto di miele con etichetta non conforme alla nuova etichettatura europea
Un chiaro esempio di etichetta non conforme alla nuova etichettatura europea degli alimenti

Il Ministero della Salute italiano ha pubblicato e diffuso l'opuscolo informativo Etichettatura degli alimenti. Cosa dobbiamo sapere gia' da maggio dello scorso anno.

L'obiettivo della nuova etichettatura europea degli alimenti è quello di fornire informazioni corrette, comprensibili e trasparenti sui prodotti alimentari, senza indurre in errore il consumatore circa la natura e le caratteristiche dell'alimento. Il fine è quello di tutelare gli interessi dei consumatori europei e di armonizzare le normative degli Stati membri, in un contesto di libero scambio delle merci.

Novita'

Le novita' introdotte che riguardano direttamente il miele sono:

  • indicazione del luogo di origine e di raccolta
  • indicazione della presenza di polline OGM (se superiori allo 0,9%)
  • indicazione della presenza di allergeni o delle caratteristiche allergeniche del prodotto stesso

La normativa non prevede l'obbligo di indicare lo stabilimento di produzione, ma solo la sede legale del produttore e questo ha gia' sollevato, in Italia, polemiche e raccolte di firme, perche' al consumatore non sara' possibile sapere se il produttore ha delocalizzato la produzione al di fuori dei confini nazionali o dell'Unione Europea.

Altro obbligo non previsto dalla normativa e' la chiara indicazione delle percentuali di prodotto di ogni singolo luogo di origine indicato in etichetta.

Ad esempio: se per del miele di acacia vengono indicati come luoghi di origine Italia, Spagna ed Ungheria (paesi UE) e Argentina, Cile e Cina (extraUE), il consumatore sapra' soltanto che il miele e' stato raccolto in quei paesi, ma non potra' sapere se il 90% del miele che acquista e' stato prodotto in Cina ed il resto, diviso in piccole percentuali, negli altri paesi.

Ho gia' letto, su una confezione di caffe' macinato, la seguente dicitura sul luogo di origine del caffe' con cui e' stata composta la miscela:

Al fine di mantenere la perfetta costanza del gusto, l'origine geografica del caffe' puo' variare a seconda delle caratteristiche annuali del raccolto.

Mi sembra chiaro ed evidente che, nascondendosi dietro la qualita' ed uniformita' del prodotto finale, i produttori potranno indicare diversi paesi di origine del miele, anche senza utilizzarli tutti, rendendo impossibile una reale tracciabilita' del prodotto.

Mi auguro che la normativa italiana possa essere piu' restrittiva di quella europea, come gia' accaduto in passato, e possa chiudere questi "buchi" normativi che potrebbero vanificare gli sforzi dei legislatori europei.

Miele vergine grezzo o pastorizzato, quale scegliere? La risposta sembrerebbe scontata, ma non e' cosi'. Il miele vergine grezzo e' il piu' naturale, perche' mantiene intatte le sue proprieta' naturali, soprattutto le vitamine, le proteine e gli aminoacidi. Il miele pastorizzato viene sottoposto ad un trattamento termico di 75/78°C per pochi istanti per poi essere immediatamente raffreddato. Viene pastorizzato per eliminare le spore batteriche presenti, ma anche e soprattutto per rendere omogeneo un miscuglio di mieli di differenti aree di produzione e di diversa qualita'.

Miele vergine grezzo o pastorizzato, quale scegliere?

La risposta sembrerebbe scontata, ma non e' cosi'.

Miele vergine grezzo:

Il miele vergine grezzo e' il piu' naturale, perche' mantiene intatte le sue proprieta' naturali, soprattutto le vitamine, le proteine e gli aminoacidi.
E' sicuramente migliore al palato, ma e' piuttosto scomodo da utilizzare, perche' spesso e' parzialmente o totalmente cristallizzato.
La cristallizzazione e' un processo naturale che "solidifica" il miele se non e' stato pastorizzato, quindi e' sicuramente un indice della genuinita' del miele.

Puo' essere utilizzato come dolcificante al posto dello zucchero (estratto da barbabietola o canna da zucchero) ed e' piu' facilmente digeribile ed assimilabile dal nostro organismo perche' e' composto da zuccheri semplici (monosaccaridi, come glucosio e fruttosio) invece che complessi (polisaccaridi, come il saccarosio).
Andrebbe utilizzato preferibilmente per dolcificare alimenti freddi, come il latte e lo yogurt, evitando quindi di riscaldarlo o addirittura cucinarlo con alimenti caldi o bollenti.
E' sconsigliato quindi utilizzarlo per dolcificare il caffe', il the, le tisane o per sostituire lo zucchero in una torta, semplicemente perche' verrebbe privato di molte delle sue sostanze benefiche, che verrebbero distrutte dal calore.

Per ottenere del miele piu' fluido, a partire da miele vergine grezzo, bisognerebbe riscaldarlo, su un termosifone o a bagnomaria, a non piu' di 45°C.
Io lo riscaldo a 30°C., con temperatura progressiva e bassissima umidità (circa 20/30%) , ma per rendere fluido un vasetto da 1Kg ci metto circa 24 ore ed e' antieconomico per piccolissime quantita'.

L'unica vera controindicazione dall'assunzione di miele vergine grezzo e' che non deve essere somministrato a bambini di eta' inferiore a 12 mesi.
Il miele vergine grezzo contiene naturalmente delle sporedi Clostridium botulinum che provocano il botulismo infantile. A sentire i racconti di mamme "naturiste", che hanno somministrato ai propri figli (di meno di un anno) del miele grezzo, affermando che i loro figli non hanno avuto alcun problema, "mi si rizza la pelliccia" davanti a tanta sconsideratezza. La presenza delle spore del batterio e' accertata, visto che si trovano comunemente in natura. L'insorgenza del botulismo infantile dipende da molti fattori, quali l'allattamento artificiale, la flora intestinale non ancora formata, stati debilitativi a seguito di assunzione di antibiotici e vie dicendo. Senza volerne fare una questione di principio o creare inutili allarmismi, consiglio di evitare nella maniera piu' assoluta di somministrare miele vergine grezzo ai bambini con meno di 12 mesi e di utilizzare, per loro, solo del miele pastorizzato.

Miele pastorizzato:

Il miele pastorizzato viene sottoposto ad un trattamento termico di 75/78°C per pochi istanti per poi essere immediatamente raffreddato. Viene pastorizzato per eliminare eventuali spore batteriche (tipo il botulino di cui sopra), ma anche e soprattutto per rendere omogeneo un miscuglio di mieli di differenti aree di produzione e di diversa qualita'. Il miele (sur)riscaldato, invece, viene portato a temperature superiori ai 45°C., soprattutto per renderlo fluido e facilmente lavorabile. Il miele pastorizzato, al pari del latte fresco pastorizzato, perde la maggior parte delle sostanze benefiche che contiene naturalmente, ma e' sicuramente piu' pratico per l'utilizzo domestico.
Il miele viene filtrato (a parte il miele in favo, tutto il miele viene filtrato) principalmente per eliminare i residui di cera presenti. Se il miele viene anche pastorizzato, la filtratura viene fatta con filtri a maglie piu' strette (microfiltratura) o con filtratura forzata a pressione, privandolo anche dei granelli di polline e di parte degli oligoelementi in esso presenti.

Il miele pastorizzato, essendo gia' stato riscaldato ben oltre il dovuto, risulta preferibile per i dolci da forno e per dolcificare bevande calde, tipo il caffe' o il the.
Viene commercializzato in vasetti di vetro o nei praticissimi contenitori di plastica alimentare, quelli da schiacciare con tappo a chiusura rapida, anche a forma di orso.

Il miele pastorizzato e' purtroppo soggetto a sofisticazioni varie e puo' essere frutto di miscelazione con mieli di diversa origine geografica, normalmente piu' scadenti ed a basso costo.

Come orientarsi nella scelta del miele:

Se si vive in citta', spesso il miele pastorizzato e' l'unico disponibile nei supermercati. Conviene rivolgersi ad erboristerie o negozi con prodotti biologici per acquistare del miele vergine grezzo, oppure cercare degli apicoltori locali che lo producano.
Non e' raro trovare degli apicoltori che vendono miele prodotto da loro nei mercati cittadini o rionali, magari assieme a frutta e verdura dei loro campi.

E' sempre opportuno leggere con molta attenzione l'etichetta, obbligatoria per Legge, per capire se e' stato pastorizzato e la sua effettiva provenienza. La dicitura "miele da paesi UE ed extraUE" (o paesi comunitari ed extracomunitari) dovrebbe indicare, senza possibilita' di indurre il consumatore in errore, da dove proviene il miele che si sta acquistando. Personalmente non acquisterei del miele in parte (o totalmente) extracomunitario, principalmente per le diverse normative e condizioni igieniche dei paesi produttori. Per fare un esempio, in Italia il miele viene fatto maturare in contenitori di acciaio inox destinati al contatto con alimenti, mentre in Cina, per maturazione e trasporto, vengono utilizzati contenitori metallici (ma piu' economici dell'acciaio inox alimentare), che mi ricordano molto da vicino i fusti, contenenti sostanze tossico nocive, che vengono recuperati dai nostri mari.

Per darvi un parametro di valutazione, un contenitore "domestico" da 5Kg in acciaio inox per alimenti, destinato a contenere del miele, costa circa 75eur, cioe' circa il 50% in piu' del valore medio (10eur/Kg) del prodotto alimentare che puo' contenere. Il prezzo del miele cinese varia da 1 a 3 USD/Kg ed i contenitori utilizzati per il trasporto costano sicuramente molto di meno del prodotto che contengono. Sembra che alcuni produttori cinesi si siano gia' preoccupati di uniformarsi alle richieste dei mercati europei e nordamericani, ottenendo certificazioni bio, kosher ed HACCP ma, visto che in Italia si produce miele un po' ovunque, meglio consumare del miele vergine grezzo italiano, piuttosto che importarlo da altri paesi.

Questa pagina contiene l'elenco dei mieli italiani ed alcune delle loro caratteristiche e, se gia' disponibili, anche le schede informative relative al miele italiano, alle sue caratteristiche ed alle sue proprieta' terapeutiche. Qui si trova l'indice delle schede informative di diversi tipi di miele italiano prodotti in Italia.

Il miele italiano per ogni varieta' uniflorale contempla una scheda informativa con tutte le caratteristiche e proprieta' terapeutiche.

vasetti di miele italiano di millefiori primaverili ed estivi
vasetti di miele italiano di millefiori primaverili ed estivo

Ecco un elenco, non esaustivo, dei diversi tipi di miele italiano:

miele uniflorale:

  • miele di acacia - antinfiammatorio per la gola e le patologie app.digerente, disintossicante del fegato, lassativo, gastroprotettore, antiacido
  • miele di abete - indicato contro tutte le infezioni ed anche contro l’alitosi
  • miele di arancio o zagara d'arancio - antispasmodico, sedativo, cicatrizzante per le ulcere, contro ansia, emicrania, insonnia e nervosismo
  • miele di biancospino - calmante, antispasmodico, raccomandato l’uso in casi d’ipertensione e d’arteriosclerosi. adatto ai cardiopatici, utile in caso di angina, spasmi e palpitazioni. indicato contro il nervosismo e gli stati d'ansia
  • miele di cardo - purificante del fegato e stimolante per l'appetito
  • miele di castagno - antispasmico, antismatico, astringente, favorisce circolazione sanguigna e disinfetta le vie urinarie
  • miele di ciliegio - disintossicante e drenante per i reni
  • miele di colza - consigliato nel trattamento delle malattie renali e dell'osteoporosi. protegge fegato, milza e pancreas da varie malattie
  • miele di corbezzolo - antiasmatico e diuretico.  disinfettante delle vie urinarie e decongestionante delle emorroidi
  • miele di erba medica - antinfiammatorio e tonificante dopo l'attivita' sportiva
  • miele di erica - antireumatico, diuretico e disinfettante delle vie urinarie
  • miele di eucalipto - antibiotico, antiasmatico ed anticatarrale, espettorante, calmante della tosse e utile nelle affezioni bronchiali
  • miele di girasole - antinevralgico, febbrifugo, regola il colesterolo, calcificante delle ossa, previene l’osteoporosi
  • miele di lavanda - leggermente analgesico, antireumatico, diuretico e digestivo
  • miele di limone o zagara di limone - cura e previene l'influenza
  • miele di robinia (vedi miele di acacia)
  • miele di rosmarino - combatte astenia, cura il fegato, la colite ed i calcoli, utile in caso di insufficienza epatica o di affaticamento
  • miele di rovo - regolatore dell'apparato digerente
  • miele di sulla - tonico, diuretico e lassative, svolge azione depurativa
  • miele di tarassaco - regolatore di fegato ed intestino
  • miele di tiglio - calmante, diuretico, digestivo, espettorante, rilassante, sudorifero. sedativo dei dolori mestruali, combatte insonnia e irritabilita'
  • miele di timo - antisettico, calmante, febbrifugo, tonico. indicato per affezioni delle vie respiratorie  e per le influenze
  • miele di trifoglio - antisettico, calmante, depurativo, diuretico, immunizzante, ricostituente. utile per fissare il calcio nelle ossa

miele multiflorale:

  • miele di agrumi (arancio, limone e bergamotto) o miele di fiori di zagara - calmante contro ansia e nervosismo
  • miele di fruttiferi (pero, melo, pruno, mandorlo, cilliegio) - antibatterico ed antiinfiammatorio nelle malattie dell'apparato respiratorio, dell'app.digerente e dei reni
  • miele di millefiori - energetico e disintossicante del fegato
  • miele di leguminose (trifoglio, erba medica, lupinella, ginestrino) - antisettico, antinfiammatorio, calmante
miele vergine grezzo primaverile
miele vergine grezzo primaverile completamente cristallizzato

miele di melata:

  • melata d’abete - antisettico polmonare e delle vie respiratorie, è consigliato nei casi di asma, bronchite, faringite, influenza, raffreddore, rinite, tracheite
  • melata di quercia -  antisettico delle vie respiratorie, antianemico.indicato per problemi circolatori, dermatiti e pruriti ed anche per l'alitosi
  • melata di bosco - energetico e ricostituente
  • melata di latifoglie - energetico e ricostituente

cliccare sul nome del miele per andare alla scheda informativa che ne descrive caratteristiche e proprieta'.

 Il miele uniflorale ha, in genere, caratteristiche fisiche e proprieta' terapeutiche piu' specifiche rispetto ai mieli multiflorali. Alcuni mieli uniflorali sono molto rari, sia perche' vengono prodotti solo in alcune regioni o localita', sia perche' vengono spesso prodotti in piccole quantita'.

Se non siete alla ricerca di un miele italiano uniflora specifico, anche se disponibile solo a caro prezzo, consiglio di utilizzare miele italiano, meglio se miele vergine grezzo, anche multiflorale, meglio se prodotto nella propria provincia o regione.

Il miele viene prodotto dalle api a partire dal nettare dei fiori, che le api trasformano e raffinano, fino a trasformarlo nel miele che l'apicoltore in gran parte raccoglie come frutto del suo lavoro. In questa pagina troverai l'elenco dei diversi tipi di miele italiano

Miele uniflorale, millefiori e melata sono solo classificazioni convenzionali per indicare i diversi tipi di miele e la loro origine botanica.
Il miele viene prodotto dalle api a partire dal nettare dei fiori, che le api trasformano e raffinano, fino a trasformarlo nel miele che l'apicoltore in gran parte raccoglie come frutto del suo lavoro.

Il miele si distingue in:

  • uniflorale (prevalenza di una specifica disponibilita' di fioritura nel periodo di raccolta del nettare. ad es.: m. di acacia)
  • multiflorale (non e' quantificabile una netta prevalenza di raccolta di nettare da una pianta specifica. ad es.: il m. di millefiori o millefiori.
  • melata (non di origine floreale, prodotto a partire dalle secrezioni prodotte da alcune piante a seguito dell'azione degli afidi. melata o miele di melata)

Il miele e' buono, e' sano e fa bene alla salute. Ha un alto valore nutritivo perche' e' composto da zuccheri semplici (o monosaccaridi), quali fruttosio e glucosio, che vengono bruciati molto velocemente dal nostro organismo e traformati in energia in brevissimo tempo.

Oltre agli zuccheri, contiene anche aminoacidi, enzimi, ormoni, sostanze ad azione antibiotica, vitamine e diversi sali minerali (o oligoelementi).

Facilita l'assorbimento del calcio  e contiene sostanze che favoriscono la crescita e lo sviluppo.
La presenza di molti oligoelementi, tra i quali il calcio, il ferro, il fosforo, il manganese, il rame e lo zolfo, lo rendono un ottimo ricostituente naturale, ancora piu' potente se abbinato al consumo di polline. Il miele di melata (o semplicemente melata), come e piu' dei mieli del periodo estivo, e' particolarmente ricco di sali minerali ed e' il piu' indicato sia come alimento durante la crescita e lo sviluppo dei bambini, sia come integratore alimentare per chi pratica attivita' sportiva e fisica.

La qualita' del miele

La qualita' di un miele dipende principalmente dai nettari che lo costituiscono ed anche da fattori esterni, come l'andamento meteorologico, il metodo di raccolta ed estrazione e l'umidita' del luogo di maturazione.

vasetti di miele italiano di millefiori primaverili ed estivi
vasetti di miele italiano di millefiori primaverili ed estivi anno 2014

A seconda del suo utilizzo da parte dell'alveare, condizioni climatiche permettendo, il miele viene progressivamente asciugato dall'acqua che ancora contiene ed utilizzato subito o accumulato e stoccato nei favi da miele, che sono i piu' esterni dell'arnia, per conservarlo e consumarlo durante l'inverno. Per la raccolta del miele, l'uomo aggiunge al di sopra dell'arnia una "stanza aggiuntiva", detta melario, che conterra' i favi fatti dalle api per conservarvi il miele da conservare. Una rete, chiamata escludi-regina, impedira' alla regina di raggiungere il melario e quindi di covare nelle celle, che conterranno solo m., che poi verra' raccolto dall'apicoltore.

La presenza di acqua nel miele ne pregiudica la capacita' di conservazione nel tempo. Essendo un alimento quasi saturo [60% - 95%] di zuccheri [84% il limite di saturazione del saccarosio in acqua] non favorisce ed anzi impedisce la crescita e proliferazione batterica (nell'acqua presente al suo interno). Durante il processo di maturazione naturale del miele, la presenza di una eccessiva quantita' di acqua ne potrebbe determinare la fermentazione, che lo renderebbe inutilizzabile, sia per le api, che per l'uomo.

Miele italiano

Questi sono solo alcuni dei tipi di miele uniflorale italiano, prodotti a partire dal nettare dei fiori delle piante che crescono sul territorio italiano. Parlo di miele italiano, perche' il miele puo' essere identificato a partire dalle tracce e quantita' di pollini, autocotoni o tipici del nostro territorio, che presenta al suo interno. Lo spettro pollinico del miele dipende quindi dalla vegetazione presnte della zona di produzione. All'esame melissopalinologico, nel miele prodotto in Italia c'e' sempre la presenza di sulla (Hedysarum coronarium), che rende tipica l'origine geografica italiana del miele.

Alcuni dei nostri mieli uniflorali:
  • abete
  • arancio
  • cardo
  • castagno
  • colza
  • corbezzolo
  • girasole
  • edera
  • erba medica
  • erica
  • eucalipto
  • lavanda
  • melata d'abete
  • melata di quercia
  • robinia (acacia)
  • rosmarino
  • rovo
  • sulla
  • tarassaco
  • tiglio
  • zagara
Alcuni dei nostri mieli multiflorali:
  • agrumi
  • fruttiferi (pero, melo, pruno, mandorlo, cilliegio)
  • melata di latifoglie
  • millefiori
  • millefiori primaverili
  • leguminose (trifoglio, erba medica, lupinella, ginestrino)

Miele straniero

Sul mercato italiano si trovano anche mieli di provenienza sia comunitaria. che extracomunitaria. L'origine del miele e' importante e sarebbe preferibile consumare soltanto miele italiano, meglio se solo della propria regione o provincia di residenza. In mancanza d'altro (o di tempo per trovarlo), spagnoli, francesi ed ungheresi producono del buon miele, i neozelandesi producono un m. unico al mondo, il Manuka o m. di Manuka. I cinesi sono i maggiori produttori al mondo di miele d'acacia, che e' il piu' scadente presente sul mercato, quindi difficilmente troverete in etichetta la dicitura "miele extracomunitario, paese d'origine cina", ma sara' miscelato con altri mieli comunitari e venduto come miele di origine comunitaria ed extracomunitaria. Conviene sempre leggere attentamente le etichette, prima di acquistare qualsiasi alimento. Io preferisco il miele italiano, prodotto dal nettare dei fiori nostrani.