Oggi c'era un po' di sole e ne ho subito approfittato per fare una visita di controllo apiario.
La temperatura dell'aria e' ancora bassa, ma il sole di oggi ha permesso alle api bottinatrici di lavorare un po'.
Le soglie di alcune arnie erano semideserte, mentre altre erano piuttosto affollate, nonostante il freddo di febbraio.
Arnia durante l'ultimo controllo apiario
In giro c'e' il nocciolo da bottinare ed anche la fioritura del Calycanthus continua.
Fiori di Calycanthus
In attesa di temperature piu' alte per poter aprire le arnie, ho potato un paio di piante dell'apiario. La settimana scorsa era toccato al caco ed oggi ho potato il gelso e l'acacia. Appena possibile dovro' mettere in vaso un paio di alberelli di giuggiole che ho promesso ad un amico, spuntati un po' ovunque nel giardino antistante l'apiario. Devo recuperare un paio di giovani piante d'acacia per piantarle nel raggio utile dell'apiario.
Non c'e' niente di meglio che stare un po' al sole, anche le api si scaldano, esattamente come faccio io.
Api al sole su arnia
A quanto pare lo stare al sole non piace solo alle api ed anche una farfalla si posa sull'arnia, proprio davanti alla soglia.
Ancora un po' di attivita' sulla soglia dell'arnia finche' i raggi del sole la riscaldano.
Le api sono rientrate nelle arnie ed il sole tramonta su questa tiepida domenica di febbraio.
La visita di controllo apiario di oggi non mi ha permesso di fare molto per le api, ma ho fatto qualche lavoretto all'aria aperta e sono soddisfatto. L'inverno non e' ancora terminato, le temperature non mentono.
Istruzioni pratiche per l'uso della Banca Dati Apistica nazionale BDA con la Carta Nazionale dei Servizi CNS per la registrazione nella nuova Anagrafe Apistica Nazionale.
La pagina contiene esempi e riferimenti per registrare le operazioni obbligatorie previste dal manuale operativo
Il Ministero della Salute ed il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali hanno finalmente approvato il manuale operativo (le istruzioni per l'uso) della nuova Anagrafe Apistica Nazionale con il Decreto a firma congiunta dei due Ministri dell'11 agosto 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.291 del 16 dicembre 2014. Il testo completo del decreto è disponibile qui.
Secondo quanto prevede il manuale operativo, gli apicoltori (o i soggetti da loro formalmente delegati per iscritto) dovranno registrarsi nella Banca Dati Apistica BDA e fare tutte le operazioni previste dal manuale operativo, utilizzando soltanto documenti elettronici, che verranno firmati con la loro Carta Nazionale dei Servizi (CNS) ed inseriti direttamente nella Banca Dati Apistica Nazionale (BDA).
Già dopo aver letto fino a questo punto l'articolo, ti sarai reso conto che, anche se hai capito esattamente quello che ho scritto, sara' un vero casino, figuriamoci poi se hai capito poco o non ci hai capito nulla.
La Banca Dati Apistica nazionale BDA, sarà l'archivio elettronico della Anagrafe Apistica Nazionale e dovrà contenere tutte le seguenti operazioni per ogni apicoltore:
comunicazione di inizio attività di apicoltura
consistenza del proprio apiario (numero delle arnie) e luogo (coordinate geografiche) in cui si trova
aggiornamento annuale del proprio apiario (numero delle arnie e luogo in cui si trovano), da comunicare tra il primo novembre ed il 31 dicembre
comunicazione delle informazioni relative alla movimentazione di alveari (documento di trasporto degli alveari in caso di nomadismo)
comunicazione delle informazioni relative alla compravendita o alla cessione a titolo gratuito di:
alveari
sciami/nuclei
pacchi d'api
api regine
comunicazione di cessazione attività di apicoltura
Si', purtroppo hai letto bene, per ognuna delle operazioni elencate dovrai fare una singola registrazione direttamente nella BDA.
Provo a descrivere la cosa in maniera più chiara , facendo qualche esempio:
Se sei già un apicoltore, hai già comunicato l'inizio della tua attività (di apicoltore) alla tua USL di competenza, direttamente o attraverso l'associazione di cui fai parte. A questo punto potrai scegliere se preferisci fare personalmente le operazioni previste nel decreto o delegare qualcuno (con delega scritta e firmata) a farlo al tuo posto, assumendoti comunque la responsabilità della veridicità e correttezza dei dati che registrerà a tuo nome.
Se non sei già un apicoltore, dovrai registrati direttamente nel DBA nazionale per comunicare l'inizio della attività di apicoltura ed ottenere un Identificativo Unico che varrà su tutto il territorio nazionale e poi tutto il resto, come al punto 1. In questo caso, invece di doverti registrare presso ogni USL in cui vorrai operare, ti basterà una singola registrazione ed il tuo numero di Identificativo Unico sarà valido in ogni ULSS.
Se sei un proprietario di alveari, dovrai dichiarare se li conduci tu personalmente o se li conduce, anche temporaneamente, un'altra persona per tuo o suo conto.
Se sei un conduttore di alveari, cioè se lavori con alveari di proprietà altrui, dovrai registrare anche tu le operazioni previste
Se sei un delegato, cioè una persona o una associazione delegata per iscritto a rappresentare un proprietario o un conduttore di alveari non di sua proprietà', dovrai registrare, per loro conto, tutte le operazioni per cui e' stato previsto l'obbligo, assumendoti la responsabilità di eventuali errori che commetterai nella registrazione delle operazioni
Fino a questo punto, sembra tutto abbastanza facile, anche se resta comunque un casino.
Veniamo alla parte più difficile di tutta la faccenda, cioè come si dovranno fare tutte le operazioni previste.
Intanto, questo è l'elenco di ciò di cui dovranno disporre i proprietari di alveari, i conduttori di alveari, oppure le persone o associazioni da questi delegati:
si dovrà avere a propria disposizione un computer collegato ad internet (va bene anche il computer di un amico) da cui operare
si dovrà avere un Certificato di Autenticazione personale o CNS (Carta Nazionale dei Servizi), rilasciato da una Autorità di Certificazione, cioè un soggetto Accreditato dallo Stato italiano al rilascio della firma digitale o della CNS
se non integrato nel dispositivo di cui al punto 2, si dovrà utilizzare un lettore compatibile con il proprio dispositivo di firma.
... un minimo di competenza nell'uso di un computer e la capacità di capire che, in caso di errore, non si potrà dare la colpa al computer o al sistema.
Anagrafe apistica nazionale - Carta Nazionale dei Servizi in formato Smart Card ed in formato SIM Card
Io, che ho la fortuna di iniziare la mia attività di apicoltore proprio nel 2015 (e ne capisco abbastanza di computer e firma digitale da fare tutto da solo) farò così:
un computer collegato ad internet ce l'ho già, quindi almeno questa è fatta.
acquisterò un kit completo per la firma digitale con CNS da un Ente di Certificazione abilitato al rilascio della firma digitale e della Carta Nazionale dei Servizi (CNS)
io ho scelto di acquistare un kit completo da ArubaPEC, perché costa meno di altri e funziona esattamente come i dispositivi di firma rilasciati da altri.
per facilità d'uso e possibilità di utilizzarlo anche con il computer portatile, ho scelto il kit chiamato Token, composto da un lettore USB ed una SIM Card con Firma Digitale e CNS.
farò la registrazione per operare nella BDA Anagrafe apistica nazionale, utilizzando la mia nuova Carta Nazionale dei Servizi (CNS)
mi collegherò alla BDA (autenticandomi con la mia CNS) e comunicherò l'inizio della attività di apicoltore
(il sistema mi assegnerà subito il mio Identificativo Unico, valido a livello nazionale)
mi collegherò alla BDA (autenticandomi con la mia CNS) e registrerò l'indirizzo dell'Apiario, comprensivo delle sue coordinate geografiche GPS, presso cui posizionerò la mia arnia "stanziale"
... infine andrò in apiario, mi siederò per terra, a 5 mt di distanza, davanti alla mia arnia e mi accenderò una meritata sigaretta, restando lì a scattare foto alle mie api, finche' il sole non sarà tramontato.
Alcune note e considerazioni:
se la mia associazione avesse già messo a disposizione dei soci un computer per fare queste operazioni, dotato sia di un lettore di SIM Card, che di un lettore di Smart Card, avrei potuto risparmiare sull'acquisto del lettore ed acquistare solo una SIM Card o una Smart Card ed utilizzarla da quel computer.
nel mio caso, una volta completate le operazioni che ho elencato, dovrò collegarmi soltanto a fine anno (1 novembre-31 dicembre) per l'aggiornamento annuale degli alveari attivi, quindi, se non fossi stato in grado di fare tutto da solo, avrei preferito delegare l'associazione
chi pratica il nomadismo potrebbe scegliere se
acquistare il kit e fare da solo,
acquistare solo la CNS ed utilizzare il computer predisposto dalla propria associazione
chi invece vende sciami, nuclei, pacchi d'api e regine, secondo me, sarà quasi costretto a registrare tutte le operazioni da solo, perché ad ogni vendita o cessione, dovrà obbligatoriamente corrispondere una operazione/registrazione nella Banca Dati Apistica nazionale (BDA)
L'unico consiglio che posso ancora darti è quello di fare le cose con calma, precisione e pazienza, le stesse doti che dovresti già avere se sei o se vuoi diventare un Apicoltore.
Aggiungi questa pagina ai tuoi siti preferiti perché ho intenzione di aggiornarla ogni volta che ci saranno delle novità su questo argomento.
Aggiornamento del 19 gennaio 2015: Da oggi è attiva la nuova Anagrafe Apistica Nazionale presso il sito web del Sistema Informativo Veterinario del Ministero della Salute. Per registrarsi e per accedere alla BDA Banca Dati Anagrafe Apistica nazionale basta seguire questo link
Anche se le previsioni del tempo hanno annunciato un brusco calo delle temperature, oggi ci sono circa 14 gradi ed ho deciso di fare un giro in bicicletta per fare una visita controllo apiario. Le soglie di alcune arnie erano semideserte, mentre altre erano piuttosto affollate, vista la stagione e la ridottissima disponibilita' di nettare. In alcune c'era un po' di attivita', ma erano famiglie forti e numerose e sembrano piu' "temerarie" nello sfidare il freddo rispetto alle altre. Il bilancio della visita di controllo in apiario e' senz'altro positivo e le famiglie sembrano attive ed in salute.
Anche se le previsioni del tempo hanno annunciato un brusco calo delle temperature, oggi ci sono circa 14 gradi ed ho deciso di fare un giro in bicicletta per fare una visita di controllo in apiario.
Api su soglia ocra si godono il primo timido sole di gennaio
Le soglie di alcune arnie erano semideserte, mentre altre erano piuttosto affollate, vista la stagione e la ridottissima disponibilita' di nettare.
In questa c'era un po' di attivita', ma sono famiglie forti e numerose e sembrano piu' "temerarie" nello sfidare il freddo rispetto alle altre.
Api su soglia verde si godono il primo timido sole di gennaio
Anche in questa arnia c'era movimento costante di api ed anche qualche bottinatrice che rientrava con del polline ( forse di tarassaco, ma anche il nespolo e' in fiore)
Api su soglia rossa in attivita' nel mese di gennaio
In queste altre invece c'era pochissima attivita' all'esterno. Forse erano rimaste in poche per tenere caldo l'alveare e preferivano restare all'interno al riparo.
Arnia verde a gennaio. Poche api in vista
Un'altra soglia deserta, meglio controllare se stanno consumando il candito ...
Arnia marrone a gennaio. Poche api in vista
All'apertura del tetto, dopo aver rimosso la copertura invernale (un ritaglio di feltro) per scoprire il diaframma trasparente per ispezione, in qui c'e' il foro per la nutrizione aggiuntiva, la sorpresa: non c'erano poche api, ma erano solo un po' pigre e, forti di abbonanti scorte, preferivano alimentarsi con il candito, invece di uscire alla ricerca di quel poco che offre l'inverno.
Api viste dal foro di nutrizione
Sembra che il candito bianco sia preferito, rispetto a quello giallo, dalle api di questo apiario.
Api mentre si cibano di candito solido
E' importante controllare spesso il proprio apiario, anche se soltanto dall'esterno, come succede in inverno. Il rischio di perdere una famiglia per pura disattenzione e' altissimo. Posticipare la fusione di due famiglie, ad esempio, anche di pochi giorni, puo' determinare la morte di quella piu' debole. Lo stesso puo' succedere per mancanza di nutrizione integrativa o se questa viene fatta con approssimazione. Inutile mettere del candito solido se questo non viene bagnato un po' per facilitarne l'uso.
Gennaio visita controllo apiario il bilancio
Il bilancio della visita controllo apiario e' senz'altro positivo e le famiglie sembrano attive ed in salute. 🙂
Il miele in favo viene prodotto interamente dalle api, senza alcun intervento da parte dell'uomo. A differenza del comune miele in vasetto (che l'uomo estrae dai telaini, lavora con diversi metodi ed infine versa nei vasetti), quello in favo viene semplicemente staccato dai telaini ed immediatamente confezionato per la vendita.
Il miele in favo viene prodotto interamente dalle api, senza alcun intervento da parte dell'uomo.
A differenza del comune miele in vasetto (che l'uomo estrae dai telaini, lavora con diversi metodi ed infine versa nei vasetti), quello in favo viene semplicemente staccato dai telaietti ed immediatamente confezionato per la vendita.
Il miele in favo e' quindi miele vergine, di qualita' e purezza superiori rispetto allo stesso miele, se lavorato, ed andrebbe consumato con tutta la cera, senza eliminarla.
Produrre il miele in favo
Per produrre il miele in favo, l'apicoltore utilizza dei supporti in plastica alimentare (o in legno, alla francese) detti favetti, che vengono inseriti nei comuni telaini da melario e lasciati riempire dalle api. Una volta riempiti dalle api (vedi foto), i favetti vengono inseriti in contenitori trasparenti su cui viene apposto un sigillo di garanzia autoadesivo e sono pronti per la vendita.
Miele in favo dentro favetto di plastica
Il costo dei favetti in plastica e' di circa 2 euro l'uno. Il costo comprende sia il favetto (in cui inserire il foglio cereo), che la confezione trasparente di vendita. In un telaino standard da melario si inseriscono esattamente (senza sprecare spazio) quattro favetti in plastica, quindi il costo totale e' di circa 8 euro per ogni telaino.
I favetti in legno alla francese costano anche di piu', ma sono superiori soltanto dal punto di vista estetico, rispetto a quelli in plastica alimentare.
L'apicoltore risparmierà sicuramente sulle (costose) attrezzature necessarie per produrre il miele, ma il costo inciderà direttamente sul prezzo di vendita al consumatore.
Ricavare il miele in favo
Un altro metodo di produzione del miele in favo consiste nel tagliare i favi direttamente dai telaini standard e confezionarli in confezioni di plastica trasparente. Questo e' un metodo piu' economico del precedente, perché non bisogna acquistare i favetti, ma e' anche meno "pulito". Tagliando il favo, le cellette lungo il perimetro vengono inevitabilmente rotte e viene disperso un po' di miele. Se il pezzo di favo viene inserito subito nella confezione di vendita, ci sarà del miele sparso sul fondo della confezione.
Se invece il favo verrà fatto decantare sopra un banco di disopercolazione, si eviterà l'inconveniente di cui sopra, ma si dovrà comunque lavorare anche il miele disperso.
Miele in favo in vasetto
Ultimo metodo di produzione, ancora più economico del precedente, consiste nell'utilizzare i comuni vasetti in vetro da 1Kg, capovolti sul fondo del melario. Sul fondo del melario, sopra l'escludiregina, potrà essere aggiunto un pannello in legno con fori circolari, in cui inserire i vasetti in vetro fino al limite della filettatura, oppure utilizzare dei fondi in plastica alimentare già predisposti per avvitarci i vasetti in vetro, distanziati tra loro per poterne controllare a vista il riempimento.
Questo metodo presenta almeno uno svantaggio, perché i vasetti presentano dello spazio vuoto tra i favi costruiti dalle api e i consumatori non saranno certo contenti di acquistare un vasetto non completamente pieno.
Per ovviare a questo il produttore (spesso, purtroppo) riempie lo spazio vuoto con del miele lavorato, che non puo' certo essere della stessa qualità di quello presente all'interno del favo.
Etichettatura
Fate attenzione alla confezione di vendita ed all'etichettatura!
"Miele IN favo" non equivale a "miele CON favo" e nemmeno a "miele E favo". Dopo aver guardato la confezione di vendita, bisogna leggere attentamente l'etichetta, per vedere l'origine di cio' che state acquistando. Nel caso del miele in favo, questo non può essere originario di paesi UE ed ExtraUE, perché e' un unico prodotto.
Il mio consiglio e' quello di acquistare e consumare soltanto miele italiano, prodotto e confezionato in Italia. In ogni regione italiana ci sono piccoli e medi produttori di miele, di diverse varietà, che dipendono dalla flora autoctona della regione. Se vi piace, ad esempio, il miele d'arancio o di zagara, lo potrete acquistare direttamente (o via internet) quasi esclusivamente da un produttore della Sicilia. Difficilmente un produttore del Trentino potrà produrre miele d'arancio (senza spostare le sue arnie in Sicilia), perché il Trentino non produce arance.
Facile, no? 😉